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L’originale e sorprendente esordio alla regia di Pif

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Video intervista a Pif.

Con “La mafia uccide solo d’estate” Pierfrancesco Diliberto firma una commedia sensibile e intelligente che parla di amore e mafia con tono ironico e mai disimpegnato. In concorso al 31° TFF. 

Un esordio brillante, che si fa beffa in maniera sfacciata della mafia ma senza sminuire la tragicità del più feroce trentennio che afflisse la Sicilia tra gli anni ’70 e ’90. Presentato in concorso al 31° Torino Film Festival, “La mafia uccide solo d’estate” di Pierfrancesco Diliberto, alias Pif (autore televisivo conosciuto dapprima grazie a Le Iene e poi a Il Testimone di MTV) è un’opera originale e sorprendente.

Il film narra l’educazione sentimentale e civile di un bambino di Palermo, Arturo, attraverso il racconto dei tentativi di conquistare il cuore della sua amata compagna di classe, Flora, ed i più sanguinosi eventi mafiosi della nostra storia recente, a cui le loro vite si legano. Accanto alla crescita del ragazzo e alla scoperta delle sue passioni, da quella per Giulio Andreotti fino a Flora e al giornalismo, rivivono i  sanguinosi anni ’70, ’80 e ’90  di Palermo, segnati dalle figure di magistrati e mafiosi. Chinnici, Falcone, Borsellino, Lima, Provenzano e Riina rivivono tutti sul grande schermo ma raccontati in maniera insolita, umana, aldilà dei ruoli in cui i loro nomi sono stati scolpiti.
Nel cast accanto allo stesso Pif, Cristiana Capotondi ed uno straordinario corollario di caratteristi: Ninni Bruschetta, Claudio Gioè e Maurizio Marchetti.

Da tempo non si vedeva un esordio alla regia così notevole nel cinema italiano. Mixando dramma e romanticismo con lievità ed ironia, Pif firma una storia in cui mantiene in perfetto equilibrio toni comici e drammatici, riuscendo a far sorridere in maniera mai banale, commuovere e anche riflettere. Colpisce inoltre la disinvoltura nel combinare materiali visivi diversi: il girato filmico scorre sul grande schermo assieme ai materiali di repertorio recuperati dalle Teche Rai senza mai risultare forzato.

Per Pif non si tratta della prima esperienza al cinema, dato che in passato ha collaborato con registi come Franco Zeffirelli e Marco Tullio Giordana, facendo forse tesoro di qualche loro insegnamento.

“La mafia uccide solo d’estate” è al cinema dal 28 novembre distribuito da 01.

Un film da non perdere, soprattutto per le generazioni degli anni ’70-’80, con una rivelazione: fare commedia con intelligenza e sensibilità si può, anche in Italia.

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Video intervista a Pif

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Trailer

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Alcuni commenti della critica:

Paolo D’Agostini, la Repubblica
Pierfrancesco Diliberto (Pif), vera rivelazione, innovatore del linguaggio nell’informazione e nell’intrattenimento tv, ha stile e personalità. Ha un tocco. Ma tutte cose che aveva dimostrato già. Questo suo primo film per il cinema è una delicata ciliegina.

Alberto Crespi, L’Unità
(…) Beh, tenetevi forte: La mafia uccide solo d’estate è quasi un miracolo. Ha un ritmo incalzante (brillantissimo il montaggio di Cristiano Travaglioli) e tiene in equilibrio il difficilissimo mix fra ricordi personali, amori infantili e omicidi di mafia (…).

Marzia Gandolfi, MYmovies.it
Il film trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative.

Pierpaolo Festa, Film.it
(…) l’autore sorprende il suo pubblico: lo spiazza, lo diverte e arriva anche a farlo commuovere (…).

Daniela Catelli, ComingSoon.it
(…) Pif fa nomi e cognomi dei mandanti e degli esecutori, scrive una storia che non si studia sui libri e che in troppi tendono a dimenticare. Lo fa col candore e con l’umorismo propri di un’intelligenza atipica come la sua, che sa di poter accostare toni e argomenti in apparenza agli antipodi, senza mancare di rispetto a nessuno (…).

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