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Stefano Fresi, “questo lavoro è la mia passione”

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La nostra intervista all’attore e compositore Stefano Fresi

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di Ivana Calò

E’ stato tra i protagonisti di uno dei fim che ha catturato l’attenzione di pubblico e critica quando è uscito nel 2014, “Smetto Quando Voglio” di Sydney Sibilia, e oggi ritorna con la stessa squadra per girare “la saga”, di cui proprio da poco sono iniziate le riprese.

Lo abbiamo visto di recente al cinema con “Forever Young” di Fausto Brizzi, al fianco di Fabrizio BentivoglioSabrina Ferilli e Teo Teocoli, in cui intepreta un 41enne “felice di essere un 41enne”.

Lo scorso 30 marzo è stato in scena al Teatro Golden con “Pornodrama”, una tragicommedia di Salvatore Lanza, Alessia Capua (anche attori) e Francesco Marchesi (che firma anche la regia) con Lara Balbo.

Stefano Fresi è sereno, consapevole e “in pace con se stesso”, come lui stesso si definisce: “Ho il privilegio di vivere con quello che è la mia passione. E per quanto possa essere stanco, vado a dormire felice”.

Attore e compositore, la sua soddisfazione più grande è quella di aver scritto la colonna sonora per uno spot di Giuseppe Tornatore: “Ho avuto l’occasione di lavorare con lui e con una grande orchestra sinfonica. Un’esperienza incredibile”.

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So che stai girando “Smetto Quando Voglio 2”. Sono entusiasta. Cosa puoi anticiparmi a riguardo?
Della storia purtroppo nulla. Posso anticiparti che ci saranno anche nuovi personaggi e che le storie sono proprio divertentissime. Se prima abbiamo riso, ora ci ammazzeremo davvero. Credo che uscirà nel febbraio 2017, per il 2° episodio. Per il 3° non lo so ma posso dirti che li stiamo girando contemporaneamente. Il primo giorno di set, infatti, ho girato una scena del 3° e non del 2°. Stiamo lavorando a ritmi serratissimi.

Proprio di recente sei anche stato al cinema con “Forever Young”. Ti è piaciuto il ruolo?
Una premessa importante che devo farti è che io non sono un “forever young”, nel senso che il mio personaggio è un 41enne che vuole fare il 41enne. Chiaramente non è più “young”, non è uno che si riduce l’età o ostenta l’essere ancora un ragazzino. Sta bene con i suoi 41 anni, sta anche bene con il suo fisico un po’ in sovrappeso e non slanciato, sta bene con l’essere un secondo violino e non un primo violino. E’ uno che ha fatto pace con la vita e sta bene così.

Com’è nato l’incontro con Fausto Brizzi e quanto ti somiglia il personaggio?
Il personaggio mi somiglia perché anche io nella vita sono molto in pace con me stesso, sto tranquillo. Fortunatamente non ho un suocero come nel film, perché il mio nella vita è splendido (ride, ndr). Teo Teocoli nella vita è simpaticissimo ma nel film mi massacra (ride, ndr). Lavorare con Fausto è stato bellissimo. La collaborazione è nata così, lui mi ha detto: “vieni a leggere la sceneggiatura, se ti piace vorrei che lo facessi tu”. Morivo dalla voglia di lavorare con lui perché sono un suo fan ed è filato tutto liscio. Non ci conoscevamo personalmente. Mi ha visto a teatro diverse volte e in diverse occasioni ci siamo incrociati al cinema e ci siamo detti “ciao!”. Questa è stata l’occasione per conoscerci realmente. E mi sono trovato benissimo. Ha un grandissimo pregio, quello di saper mettere i paletti perché sa esattamente dove vuole andare a parare, ma al contempo in quell’area delimitata ti lascia molto libero ed è fantastico perché puoi mettere del tuo nel personaggio, rispettando una linea molto chiara.

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Sei diventato uno dei protagonisti della nuova commedia italiana. Senti di dover ringraziare qualcuno?
Di ringraziamenti devo farne tanti. I primi vanno a Michele Placido che ha creduto in me come attore cinematografico. Non posso non ringraziare Sydney Sibilia per avermi coinvolto in un progetto che mi ha portato alla candidatura di un David di Donatello e da lì poi mi hanno chiamato tutti. Un grazie anche a Massimiliano Bruno che mi ha scelto per “Viva l’Italia”. In generale, devo ringraziare chi ha creduto in me e mi ha affidato dei ruoli, più o meno importanti.

In effetti, un bel percorso che ti ha dato una connotazione.
Sì, ma questa è una cosa su cui ho lavorato, nel senso che coraggiosamente ho rifiutato dei film che non volevo fare, perché volevo darmi una linea e avere la stima di poche persone che la popolarità su 100, con il prezzo da pagare, cioè quello di fare delle cose che io non amo fare.

Lungimirante…
Ma sì, non voglio farmi i palazzi. Voglio campare di questo lavoro che è la mia passione e pagarci il mutuo e stare tranquillamente sereno a casa, incontrare qualcuno per strada che mi fa i complimenti per quello che ho fatto. E godo di questo.

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Qual è ad oggi il momento professionale più difficile e al contempo quello più bello?
Spero che il più difficile debba ancora venire. Mentre di bei momenti ce ne sono stati tanti. Per ora, l’orgoglio più grande non viene dal cinema ma dalla musica, perché ho fatto un lavoro con Giuseppe Tornatore come compositore e ho sostituito il suo solito, che non è un ruolo qualsiasi, parliamo di Ennio Morricone. Ho composto la colonna sonora per un grande spot per la Esselunga, di cui Tornatore ha firmato la regia e io ho avuto l’occasione di lavorare con lui e con una grande orchestra sinfonica. Fare 20 minuti di musica sul suo micro film per me è stata un’esperienza incredibile. Lui è veramente un genio e ha delle competenze musicali insospettabili. E’ chiarissimo nello spiegarti quello che vuole e capisci che ne sa.

Chi sei fuori dal set?
Sono un papà felice, un marito felice, un discreto cuoco e ho il sorriso in faccia perché sono fortunato. Ho il privilegio di vivere con quello che è la mia passione. E per quanto possa essere stanco, vado a dormire felice.

Devo ammettere che dal tono della tua voce la serenità sia evidente.
E’ il complimento più bello che mi si possa fare.

Hai altri progetti in ballo?
Sì, ma sono talmente in ballo che non te ne parlo. Ho dei copioni da leggere e da incastrare e da capire se posso farli e come. Ho un paio di film su cui sto maturando delle decisioni. Sto facendo musica, contemporaneamente, e lavorando per alcuni spot pubblicitari.

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