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Da Gianni Amelio ad Elisa Amoruso, al Trevi la miglior produzione documentaristica italiana

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gianni-amelio-37373L’11 e il 12 ottobre al cinema Trevi di Roma un panorama della miglior produzione documentaristica italiana. In programma film di Gianni Amelio (Felice chi è diverso), Elisa Amoruso (Fuoristrada), Agostino Ferrente e Giovanni Piperno (Le cose belle), Giogiò Franchini (Lo sposo di Napoli), Claudio Giovannesi (Wolf), Serafino Murri e Alexandra Rosati (Scandalo in sala), Marco Santarelli (Lettera al Presidente), Mario Sesti e Teho Teardo (Berlinguer), Elisabetta Sgarbi (Racconti d’amore), Italo Spinelli (Nuovi comizi d’amore).

“L’Italia è immersa da anni in una modifica profonda – spiegano gli organizzatori della rassegna – fatti originati da una storia lunga e complessa agiscono insieme a elementi provenienti dall’esterno della nostra società. L’Italia si racconta nasce da questa consapevolezza. Le eterne questioni del rapporto tra eros e amore, il peso di un passato che stentiamo ad elaborare, le contraddizioni di una società ormai definitivamente aperta che non può più chiudersi nei suoi confini, le difficoltà dei nostri figli nel rapporto con la vita, il rapporto sempre più difficile con il potere e la responsabilità. Il Luce è orgoglioso di offrire, con il determinante aiuto della FICE e l’ANEC Lazio, un panorama della miglior produzione documentaristica italiana. Si rivolge agli spettatori che amano la sala cinematografica per sottolineare la potenza di una proposta ben diversa dalla banalizzazione televisiva. Per tali motivi la Cineteca Nazionale non poteva esimersi dall’accettare questa indagine sulla realtà contemporanea proposta dal Luce, selezionando dai 17 titoli disponibili, 10 documentari”.

Di seguito il programma delle giornate di sabato 11 e domenica 12 ottobre.

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SABATO 11 OTTOBRE

Ore 16.30, “Nuovi comizi d’amore” di Italo Spinelli (2014, 79′)
L’amore nell’epoca del Viagra e del porno diffuso. Sulle tracce dell’inchiesta di Pasolini con la sceneggiatura di Vincenzo Cerami. Dal Nord al Sud interviste e confessioni attorno alla domanda: è ancora possibile tenere insieme eros, passione e amore?

Ore 18.00, “Fuoristrada” di Elisa Amoruso (2014, 70′)
La storia di Pino/Beatrice, meccanico, campione di rally, transessuale, e della sua Marianna. Un amore che unisce una famiglia non convenzionale, in un Paese spesso troppo convenzionale.

Ore 19.15, “Felice chi è diverso” di Gianni Amelio (2014, 93′)
Un viaggio in un’Italia segreta, raramente svelata dalle cineprese: quella del mondo omosessuale così com’è stato vissuto nel Novecento, dai primi del secolo agli anni Ottanta. Storie di repressione, censura, dignità, coraggio…e felicità.

Ore 21.00, “Berlinguer” di Mario Sesti e Teho Teardo (2014, 20′)
Il ritratto di un leader dai momenti di grandezza e felicità alle terribili immagini della fine.

Ore 21.30, “Le cose belle” di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno (2014, 88′)
Napoli e tre ragazzi, dalla fine degli anni Novanta a oggi. Fatica e bellezza di crescere nella città piena di speranza del ’99. Cominciare a diventare adulti in quella bloccata di oggi.

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DOMENICA 12 OTTOBRE

Ore 16.30, “Wolf” di Claudio Giovannesi (2013, 61′)
Un padre, un figlio, precipitati nell’abisso della Storia del XX secolo. Dal ghetto di Terezin alla Roma di oggi, una tenace e commovente indagine sull’identità di un uomo, per ricostruire e liberare la propria.

Ore 17.40, “Racconti d’amore” di Elisabetta Sgarbi (2014, 78′)
La memoria, la Resistenza, la seconda guerra mondiale, declinate in storia di individui e sentimenti privati. Luoghi fisici e luoghi d’elezione diventano sacche di tempo incontaminato, teatro di fantasmi amorosi e di desideri tra la vita e la morte.

Ore 19.00, “Lettera al Presidente” di Marco Santarelli (2013, 69′)
Un viaggio nella storia recente e nei costumi degli italiani osservati da una visuale inedita: quella delle migliaia di lettere inviate dai cittadini ai loro Presidenti della Repubblica.

Ore 20.15, “Lo sposo di Napoli” di Giogiò Franchini (2014, 60′)
Grande imprenditore, presidente di una squadra di calcio, produttore cinematografico, ebbe una grande quantità di amanti che esibiva con orgoglio. Si buttò in politica e fu la sua fine. Si chiamava Achille Lauro.

Ore 21.30, “Scandalo in sala” di Serafino Murri e Alexandra Rosati (2014, 110′)
Serafino Murri e Alexandra Rosati parlano della censura, un meccanismo conservatore e di tutela dell’identità italiana a cui si contrappone talvolta il sogno e l’apertura del cinema. Tra strappi, resistenze e passioni, il cambiamento di un Paese.

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