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Venezia 72: Mastandrea presenta l’ultimo Caligari

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Da Venezia la nostra inviata Marilena Vinci. Sesto giorno. 

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Venezia, 7 Settembre 2015 – Dopo un travagliato percorso produttivo e la morte del suo regista avvenuta a maggio di quest’anno, “Non essere cattivo”, terzo ed ultimo film di Claudio Caligari (“Amore tossico”), vede la luce. Presentato in anteprima fuori concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia, diciassette anni dopo “L’odore della notte”, “Non essere cattivo”  è stato realizzato anche grazie all’impegno produttivo dell’amico Valerio Mastandrea con Kimerafilm insieme a Rai Cinema e Taodue Film.

Ambientato a Ostia nel 1995, il film ha per protagonisti due amici, Vittorio e Cesare, “fratelli di vita”. La loro è una vita di eccessi: alcol, droga, spaccio e notti sballate. Entrambi sono alla ricerca di una personale affermazione ma le loro strade si divideranno dopo l’incontro con una donna. Uno cerca la salvezza, l’altro sprofonda inesorabilmente.
Nel ruolo dei protagonisti i bravissimi Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico e Roberta Mattei.

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“Claudio ha voluto ancora una volta raccontare una storia piccola, un’amicizia sullo sfondo di un contesto sociale che ti stritola. – spiega Mastandrea – Le latitudini che esplorava erano sempre le stesse in fondo e queste latitudini si possono distruggere. Riportando tutto a quel momento storico in cui era più difficile trovare il candore della purezza con cui Pasolini e lo stesso Caligari hanno sempre inquadrato i propri personaggi. Alla fine chi vince, chi perde tra Cesare e Vittorio? Non lo sappiamo, quel che è certo è che nessuno ha pareggiato”.

La scelta del titolo? “In certi ambienti non puoi non essere cattivo – spiegano i co-sceneggiatori Giordano Meacci e Francesca Serafini – Ci provi ma non puoi non esserlo”.

Cinema : Inizio riprese film "NON ESSERE CATTIVO" di Claudio Caligari

A proposito degli sforzi fatti affinché il film fosse realizzato (ricordiamo che Caligari ha realizzato solo tre film in 30 anni), Mastandrea dice di aver  “semplicemente acceso la macchina, che era rimasta senza benzina”. A chi fa notare che il film avrebbe potuto essere messo in concorso, l’attore romano risponde: “So che Alberto Barbera inizialmente aveva pensato di metterlo in gara, poi sono state fatte valutazioni differenti. Ma va bene così. La cosa più importante era far sì che Claudio (Caligari, ndr) concludesse il film e che il film trovasse il suo percorso. Che parte da qui, stasera, al Festival, e da domani (8 settembre, ndr) in sala” (dove il film arriverà, in circa 60 copie, distribuito da Good Films).

Sulle annose difficoltà incontrate da Caligari nel corso della sua vita da regista, Mastandrea dice: “Ormai forse è troppo tardi fare considerazioni sulla carriera di Claudio. Pensiamo che ha fatto tre film, che sono pochissimi, ma che resteranno sempre. Ha cinque copioni nel cassetto e di sicuro li tireremo fuori. Il suo cinema lo faceva lui e basta, certo, ma noi tenteremo di continuare a far conoscere le sue idee. Perché in fondo anche lui è uno che nella vita non ha mai voluto pareggiare”.

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In concorso è passato “Rabin, The Last Day” del regista israeliano Amos Gitai. Combinando materiale di repertorio il film è un thriller politico che ricostruisce l’assassinio del premio Nobel per la Pace Yitzhak Rabin che fu ucciso nel novembre 1995 con tre colpi di pistola da un 25enne studente ebreo oltranzista, motivato da una retorica isterica, dalla paranoia e gli intrighi politici guidati da rabbini, politici di destra e coloni. Non indenne da responsabilità la polizia e le forze di sicurezza, che avrebbero dovuto proteggere Rabin e invece fallirono miseramente. “Per fare la pace, come in una relazione, l’intento non può essere unilaterale, c’è bisogno – dice Gitai – di considerazione reciproca. Non voglio santificare Rabin, ma lui è stato uno dei pochi a capire questo concetto”, mentre “per qualche motivo, la società israeliana è stata misericordiosa con l’assassino rilasciandolo dopo pochi anni, forse perché è stato solo il braccio di qualcosa di più grande. Per questo non ne ho voluto fare il centro del film, non volevo idealizzarlo”.

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La notizia del giorno è stata però la possibilità che sia ancora Alberto Barbera a dirigere la prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Durante il tradizionale incontro di metà percorso della Mostra del Cinema, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, è stato possibilista sul prolungamento dell’incarico a Barbera. “Vorrei parlarne al Cda prima che ai giornalisti però una cosa posso dirvela, che è stato lo stesso Cda a volere fortemente quella norma per garantire la continuità delle varie direzioni artistiche della Biennale nell’anno della scadenza del mandato del Cda che cade appunto a metà del prossimo dicembre”. L’ipotesi sarebbe resa possibile dal fatto che nelle scorse settimane il governo ha introdotto una norma che permette il terzo mandato consecutivo alla guida della Fondazione, superando il limite fino ad allora fissato in due mandati consecutivi.

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SPECIALE
72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
2-12 settembre 2015

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