Home Newsletter Al cinema arrivano gli inafferrabili “Sfiorati”

Al cinema arrivano gli inafferrabili “Sfiorati”

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Video interviste a Matteo Rovere, Andrea Bosca, Asia Argento, Claudio Santamaria e Miriam Giovanelli.

Sceglie ancora una volta una storia provocante e scabrosa Matteo Rovere con “Gli Sfiorati”, sua seconda regia a quattro anni di distanza da “Un gioco da ragazze”. Tratto dall’omonimo romanzo degli anni ’80 di Sandro Veronesi, il film racconta della logorante ed incestuosa attrazione tra due fratellastri, Méte e Belinda, che si trovano a dover convivere sotto lo stesso tetto a causa dell’imminente matrimonio dei genitori. I due ragazzi hanno in comune il padre ma vivono lontani, lui a Roma, lei a Madrid. Méte è un esperto grafologo, Belinda un’adolescente inquieta, sensuale ma innocente. Attorno a loro gravita una serie di bizzarri personaggi, sullo sfondo di una Roma storica e turistica, quella del Colosseo e di piazza Navona.

Nel cast: Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio SantamariaMichele RiondinoAsia Argento, Massimo Popolizio ed Aitana Sanchez Gijon.

Alla sua seconda prova cinematografica, Rovere dimostra di saper usare la cinepresa ma, se riesce a tenere le redini di un ottimo ed affiatato cast corale, altrettanto non si può affermare per la storia. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati ed interpretati: irrequieto e profondo Bosca; un inedito Santamaria nei panni di uno sfigato bruttino ed impacciato; un’esilarante Asia Argento che interpreta una famelica e lunatica seduttrice alla disperata ricerca del grande amore; uno sbruffone e superficiale Riondino, inaffidabile  sciupa femmine col gusto della conquista.

Nonostante il notevole cast, la storia rimane piatta e annoia forse anche perché un po’ datata seppur adattata ai giorni nostri. A farsi ricordare sono alcune scene con una divertente Asia Argento e quelle in cui il regista ripropone ironicamente alcune figure classiche dell’immaginario erotico. Come nel precedente film di Rovere il contesto è ancora patinato e manca di vera anima. Tutto rimane, per citare il film, appena sfiorato.

“Gli Sfiorati” è nelle sale dal 2 marzo distribuito da Fandango in 75 copie.

Alcuni commenti della critica:

“Difficile portare sullo schermo una materia così magmatica. Se, in virtù anche degli interpreti, i personaggi maschili riescono ad assumere una certa consistenza, la spagnola Miriam Giovannelli appare del tutto inadeguata, la cornice romana è convenzionale, e del film restano vaghe le motivazioni”.
Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa

“Il tutto era stato scritto da Veronesi nel 1990 e acquista oggi, dopo vent’anni di berlusconismo, un aspetto diverso. Anche più giusto. Una specie di malessere moraviano che circola in una gioventù che sembra non aspettarsi più niente dalla vita”.
Marco Giusti, Il Manifesto

“Il film di Rovere riesce a giustificare la ‘sfioratezza’ dei suoi personaggi mostrandone i lati non solo vagamente alienati ma più specificatamente ‘lunari’, giacché luminosi di riflesso, satelliti di un Sé mutante apparentemente irraggiungibile”.
Anna Maria Pasetti, Il Fatto Quotidiano

“Matteo Rovere, alla seconda prova, fa meglio, assistito dalla storia di Veronesi e favorito da un cast di attori credibili, dove a stonare è proprio il capoluogo dell’interesse, il polo magnetico del desiderio”.
Marzia Gandolfi, MYmovies.it 

“Matteo Rovere va oltre la concretezza del romanzo firmato da Sandro Veronesi e affida il destino del suo film al volere di un cast armonicamente amalgamato ma mai omologato, in cui le diverse individualità si mettono al servizio di personaggi decisamente in cerca di attori”.
Tiziana Morganti, Movieplayer.it

“Non tutti gli interpreti e i personaggi sono convincenti, la storia in bilico fra toni da commedia e tormenti interiori da romanzo ottocentesco soffre di una sceneggiatura qua e là balbuziente, ma visivamente Rovere ha uno sguardo affascinante, non banale, sinuoso e ipnotico, che però sembra sempre incompiuto, quasi come gli stessi giovani che racconta nei suoi film. Che sia anche per un materiale di partenza un po’ datato? Con esiti più convincenti che nell’irrisolto Un gioco da ragazze, però, qui riesce a coniugare meglio lo stile visivo con lo spessore dei personaggi. Asia Argento è (per una volta) efficace nel ruolo di una amante folle e bisognosa di amore, così come la sensuale italo spagnola Miriam Giovanelli che riesce a dare un tocco di fragile credibilità al ruolo della Lolita Belinda”.
Mauro Donzelli, ComingSoon.it

 


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