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Sidney, Gale e Dewey nei character poster di “Scream”

Ghostface, “Scream”

Paramount Pictures e Spyglass Media Group hanno rilasciato i character poster di “Scream”, il quinto capitolo della saga horror creata da Wes Craven negli anni ’90.

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell, Courteney Cox e David Arquette tornano a interpretare i loro ruoli iconici in “Scream” insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett. Produttori esecutivi: Kevin Williamson, Chad Villella, Gary Barber, Peter Oillataguerre, Ron Lynch, Cathy Konrad, Marianne Maddalena. Prodotto da William Sherak (p.g.a.), James Vanderbilt (p.g.a.), Paul Neinstein (p.g.a.). Basato su personaggi creati da Kevin Williamson. Scritto da James Vanderbilt & Guy Busick.

“Scream 5” uscirà nelle sale italiane il 13 gennaio 2022, distribuito da Eagle Pictures.

#ScreamMovie

NEVE CAMPBELL – SIDNEY PRESCOTT

 

COURTENEY COX – GALE WEATHERS

 

DAVID ARQUETTE – DEWEY RILEY

 

 

 

“Lawrence”, il docufilm di Giada Diano ed Elisa Polimeni in sala dal 9 dicembre

Lawrence Ferlinghetti

Arriva nelle sale “Lawrence”, il docufilm di Giada Diano ed Elisa Polimeni, che ritrae uno dei più grandi artisti della Beat Generation, Lawrence Ferlinghetti.

Girato nei luoghi iconici della sua vita da due persone legate a Ferlinghetti da un rapporto di profonda amicizia: Giada Diano, traduttrice in Italia e biografa ufficiale di Lawrence, ed Elisa Polimeni, curatrice di mostre d’arte e retrospettive internazionali sull’artista.

Il film sarà distribuito in Italia da Garden Film a partire dal 9 dicembre 2021.

SINOSSI. “Lawrence” è un ritratto intimo e ironico di Lawrence Ferlinghetti, girato in luoghi iconici di San Francisco e della Bay Area, come la City Lights Bookstore e lo studio d’artista di Ferlinghetti a Hunter’s Point. Ferlinghetti si racconta con grande spontaneità, spaziando da vicende personali (la faticosa ricerca delle radici, la scoperta delle origini italiane, l’arrivo a San Francisco) a temi socio-culturali e politici (la nascita della City Lights, il fenomeno della Beat Generation, il dissenso politico e l’ecologismo), svelando aspetti inediti della sua vita. I suoi straordinari meriti nel corso di una vita lunga e produttiva – come poeta, pittore, editore e impegnato difensore della libertà di parola – hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia letteraria e culturale americana.

 

Giada Diano ed Elisa Polimeni con Lawrence Ferlinghetti

 

Giada Diano ed Elisa Polimeni

 

 

Paolo Sorrentino inaugura la Retrospettiva Fellini al MoMA di New York

Photo by Roy Rochlin, Getty Images for Cinecittà / Paolo Sorrentino, MoMA, New York

La magia di Federico Fellini ha invaso New York, che finalmente ha potuto celebrare il centenario della sua nascita, seppure con un anno di ritardo, dovuto alla pandemia.

Cinecittà ha inaugurato al Museum of Modern Art di New York l’attesissima retrospettiva completa dei suoi film, per la prima volta interamente restaurati in 4K, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e CSC – Cineteca Nazionale.

Paolo Sorrentino, giunto nuovamente in America per sostenere la corsa agli Oscar del suo ultimo film “È stata la mano di Dio” (The Hand of God), ha introdotto “La Strada”, da lui descritto come “uno dei film più malinconici di Fellini, l’autore che, più di ogni altro, ha saputo descrivere l’inadeguatezza dell’uomo di fronte alla vita, il più grande regista di tutti i tempi, al quale sono spesso stato avvicinato, con mio imbarazzo, ritenendolo inavvicinabile per chiunque. Nessuno è mai stato o sarà come lui”.

Il restauro de “La Strada”, realizzato interamente nei laboratori di Cinecittà, è stato il grande protagonista della serata. Per la prima volta in decenni, è stato possibile lavorare dal negativo originale del film, grazie alla disponibilità della Filmauro e di Aurelio De Laurentiis. Un dono speciale riservato al MoMA, che da anni ospita omaggi ai grandi protagonisti del nostro cinema: Pier Paolo Pasolini, Michelangelo AntonioniBernardo Bertolucci, senza tralasciare le voci più contemporanee come Paolo VirzìFerzan Ozpetek e le sorelle Alba & Alice Rohrwacher.

Parte del programma “Fellini 100”, per le celebrazioni per il centenario del genio riminese, la retrospettiva è coordinata da Paola Ruggiero e Camilla Cormanni per Cinecittà e ha viaggiato nelle più prestigiose istituzioni cinematografiche del mondo. Tutte le pellicole sono state restaurate digitalmente in 4K da Cinecittà, Cineteca di Bologna e Cineteca Nazionale.

La retrospettiva del MoMA sarà aperta la pubblico fino al 12 gennaio 2022.

INFO: www.moma.org/calendar/film/5375

 

Photo courtesy by Janus Films / “La Strada” (The Road) by Federico Fellini, 1954

 

 

“Ipersonnia”, fine riprese

Photo by Matteo Vieille Rivara / Stefano Accorsi in “Ipersonnia”

Si sono appena concluse a Roma le riprese di “Ipersonnia”, un thriller ambientato in un futuro così vicino da poter essere considerato quasi presente. Opera prima di Alberto Mascia, scritto da Alberto Mascia e Enrico Saccà, con protagonista Stefano Accorsi. Nel cast anche Caterina Shulha, Astrid Meloni, Andrea Germani, Paolo Pierobon, Sandra Ceccarelli.

La fotografia del film è di Matteo Vieille Rivara, le scenografie di Fabrizio D’Arpino, i costumi di Maria Cristina La Parola, il casting di Valeria Miranda (UICD) e il montaggio di Mario Marrone.

Le riprese sono durate sette settimane e si sono svolte a Roma e dintorni.

Prodotto da Ines Vasiljevic, Andrea Paris, Matteo Rovere e Stefano Sardo. Una produzione Ascent Film e Nightswim.

Italia, futuro prossimo. Le vecchie carceri, sporche, congestionate, piene di violenze e soprusi sono solo un ricordo. Ora i detenuti scontano la pena in uno stato di sonno profondo che li rende inoffensivi e che ha drasticamente ridotto il tasso di recidiva criminale. L’ipersonno è un sistema efficiente, economico e affidabile. Almeno fino al giorno in cui David Damiani (Stefano Accorsi), psicologo incaricato di monitorare lo stato psichico dei carcerati, si trova di fronte a un detenuto di cui sono andati persi tutti i dati. Un imprevisto inedito, che innescherà una catena di eventi imprevedibili e costringerà lo stesso David a confrontarsi con i fantasmi del proprio passato.

 

 

Biennale College Cinema 2021-2022: scelti i quattro progetti finali

Biennale Cinema

Sono stati scelti i quattro progetti, provenienti da Azerbaijan, Finlandia, Kazakhstan, Iran, Italia, Usa, che accedono alle fasi di realizzazione dei film della decima edizione (2021 – 2022) di Biennale College – Cinema. I quattro team, formati da un regista e un produttore, partecipano da oggi, venerdì 3, fino a lunedì 6 dicembre, al primo di due workshop. I lungometraggi realizzati parteciperanno alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia 2022.

Complessivamente, dalla prima edizione di Biennale College – Cinema annunciata a inizio 2012, la Biennale di Venezia in 10 anni ha finanziato direttamente, con 150mila euro ciascuno, 30 lungometraggi di registi emergenti a seguito di oltre duemila domande pervenute da tutto il mondo (e altri 20 lungometraggi sono stati prodotti con fondi propri). Dopo la première alla Mostra di Venezia, molti di questi lungometraggi sono stati presentati e premiati nel principali festival internazionali.

Biennale College – Cinema è il laboratorio della Biennale che promuove nuovi talenti per il cinema affiancandoli a maestri, per la realizzazione di lungometraggi a microbudget (max 150mila euro).

Qui di seguito i quattro progetti selezionati, indicati in ordine alfabetico di titolo:

“A Family Fixed With Gold” – regista Monica Dugo | produttrice Cinzia Rutson (Italia) – opera prima

“Banu” – regista Tahmina Rafaella (Azerbaijan) | produttrice Katayoon Shahabi (Iran) – opera prima

“Mountain Onion” – regista Eldar Shibanov (Kazakhstan) | produttrice Yuliya Levitskaya (Kazakhstan) – opera seconda

“Palimpsest” – regista Hanna Västinsalo (Finlandia) | produttore Cyril Abraham (USA) – opera prima

I quattro team scelti parteciperanno a un ulteriore workshop dall’11 al 17 gennaio 2022. Questo darà il via alla realizzazione vera e propria di quattro lungometraggi a microbudget tramite un contributo della Biennale di 150mila euro ciascuno. I quattro film saranno presentati alla 79. Mostra di Venezia 2022.

I quattro progetti finali della decima edizione 2021-22 sono stati scelti dopo il primo workshop fra dodici progetti selezionati da tutto il mondo. Questi gli altri progetti della selezione:

“Better Days under the Tall Simmering Sun”
Opera prima – Dir: Claudia De Angelis | Prod: Mariagiulia Bocchini Padiglione (Italia)

“Deus Cherzat”
Opera prima – Dir: Silvia Perra | Prod: Laura Biagini (Italia)

“La emperatriz”
Opera prima – Dir: Agostina Gálvez (Argentina) | Prod: Victoria Marotta (Argentina)

“Once Upon a Time You Loved Me” (già “Milk & Honey”)
Opera prima – Dir: Melissa Anastasi (Australia) | Prod: Bernadette Murray (Australia)

“Panah Khana”
Opera prima – Dir: Seemab Gul (UK) | Prod: Abid Merchant (Pakistan)

“Problematik”
Opera prima – Dir: Sifiso Khanyile (Sudafrica) | Prod: Tshego Molete Khanyile (Sudafrica)

“Resonance”
Opera prima – Dir: Yordan Petkov (Bulgaria) | Prod: Vanya Rainova (Bulgaria)

“With Love and Squalor”
Opera prima – Dir: Sogol Rezvani (Iran) | Prod: Kourosh Ataee (Iran)

Biennale College – Cinema, realizzato dalla Biennale di Venezia, ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema. Si avvale della collaborazione accademica di Gotham Film & Media Institute (precedentemente conosciuto come IFP) e del TorinoFilmLab. Direttore è Alberto Barbera, Head of Programme Savina Neirotti.

Sito Ufficiale: www.labiennale.org

 

 

 

“La Crociata” di Louis Garrel in sala dal 5 gennaio

Louis Garrel e Laetitia Casta in una scena del film “La Crociata”

“La Crociata” (The CrusadeLa Croisade), il nuovo film diretto da Louis Garrel, uscirà nelle sale italiane il 5 gennaio 2022, distribuito da Movies Inspired.

Il film, che racconta un insolito ma non irrealistico progetto da parte di un gruppo di giovanissimi allo scopo di salvare il pianeta, vede nel cast Laetitia Casta, Louis Garrel e Joseph Engel.

SINOSSI. Abel e Marianne scoprono che il figlio tredicenne Joseph ha venduto di nascosto i loro oggetti più preziosi. Ben presto si rendono conto che Joseph non è il solo: nel mondo ci sono centinaia di ragazzi uniti per finanziare un progetto misterioso. Si sono dati una missione: salvare il pianeta.

 

Louis Garrel sul set di “La Crociata”

 

 

 

 

“America Latina”, trailer e poster del nuovo film dei Fratelli D’Innocenzo

Elio Germano in “America Latina”

Disponibili da oggi il trailer e il poster di “America Latina”, il nuovo film di Damiano e Fabio D’Innocenzo con Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini e con la partecipazione di Massimo Wertmüller.

Presentato in Concorso alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, il terzo film dei Fratelli D’Innocenzo sarà nelle sale dal 13 gennaio 2022.

Prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution, in co-produzione con Le Pacte, in collaborazione con Sky.

Casting curato da Davide Zurolo e Gabriella Giannattasio.

SINOSSI. Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che lo accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia (la prima adolescente, la seconda non ancora) sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un’esistenza improntata all’abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita.

Link trailer

America Latina (2021) - Trailer Ufficiale

 

 

 

 

 

Muestra de Cine Mexicano Inverno 2021, edizione speciale il 3 dicembre a Roma

“Redes” di Emilio Gómez Muriel e Fred Zinnemann

Si tiene alla Casa del Cinema di Roma, venerdì 3 dicembre, la Muestra de Cine Mexicano Inverno 2021, una giornata straordinaria – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti e previa presentazione del Green Pass – dedicata al cinema messicano, edizione speciale del festival che si è tenuto, alla prima edizione sempre a Roma, nel maggio del 2019.

Due i film messicani – un lungometraggio e un documentario – che saranno proiettati in anteprima romana, entrambi in spagnolo con sottotitoli in italiano. Due film che permetteranno agli spettatori di conoscere le radici di due dei movimenti sociali più rilevanti nella storia contemporanea del Messico.

Alle 15.30 “Redes”, diretto nel 1934 da Emilio Gómez Muriel e Fred Zinnemann, ristrutturato dal World Cinema Foundation (WCF) di Martin Scorsese e proprietà della Filmoteca dell’UNAM, l’archivio di film più importante dell’America Latina e che celebra in Italia il suo 60° anniversario. Uno dei classici del cinema messicano, impreziosito dalla direzione della fotografia di un Maestro come Paul Strand, il film racconta di Miro, il cui figlioletto è morto a causa della povertà assoluta in cui si dibatte la famiglia, un gruppo di pescatori che si solleva contro un profittatore che compra loro il pesce a un prezzo molto basso.

Alle 17.00 l’anteprima italiana del documentario “Ayotzinapa – El paso de la tortuga”, diretto da Enrique García Meza, ospite d’onore di questa edizione speciale 2021. Il film vede la partecipazione, come produttori, di due figure eccezionali del cinema messicano nel panorama cinematografico mondiale: Bertha Navarro, vincitrice del BAFTA 2007 per “Il Labirinto del Fauno” di Guillermo del Toro e dello stesso Guillermo del Toro. Un documentario investigativo e commovente che racconta della vicenda della scomparsa nel 2014 di 43 studenti messicani della Scuola Normale Rurale Raúl Isidro Burgos, dopo la violenta detenzione da parte della polizia tentando di dare giustizia e voce alle vittime e alle loro famiglie, per quello che è stato considerato uno degli episodi più emblematici di violazione dei diritti umani nella storia recente del Messico.

“Sarà una grande gioia ritornare a Roma, dopo questo lungo e difficile periodo di attesa – sottolinea Cecilia Romo Pelayo, direttrice artistica della Muestra – La Muestra de Cine Mexicano Inverno 2021, con uno sforzo enorme e con grande entusiasmo, ha lavorato affinché, in questa complessa fase della pandemia, possano arrivare dall’altra parte dell’Atlantico due magnifici lungometraggi messicani. La risposta e il calore del pubblico di Roma nella nostra prima edizione ci motiva a lavorare affinché questa ‘edizione speciale’ si realizzi con un solo obiettivo, soddisfare il nostro amatissimo pubblico”.

Durante la giornata del 3 dicembre, la direttrice Romo Pelayo annuncerà al pubblico le date della seconda edizione di questa manifestazione, che nel 2022 riprenderà il formato originale del festival.

 

 

“Atlantide”, aumentano le sale al secondo weekend di programmazione

Atlantide

“Atlantide” è già un caso a Venezia e in Veneto. Secondo incasso dopo “Eternals”, è scattato il tam tam per il film del regista e videoartista Yuri Ancarani. Uscito come film evento a grande richiesta sarà programmato per il secondo weekend allargando il numero di sale.

Daniele, un giovane che vive ai margini della laguna di Venezia, sogna un barchino da record. Una storia di iniziazione maschile, violenta e predestinata al fallimento, che esplode trascinando la città fantasma in un naufragio psichedelico.

Designato Film della Critica 2021, “Atlantide” arriva in sala dopo i Festival di Venezia, Vienna, Roma, Salonicco, Filmmaker, distribuito da I Wonder Pictures.

Yuri Ancarani è regista e videoartista; le sue opere nascono da una continua commistione tra documentario, cinema e arte. Con “The Challenge” vince a Locarno, viene segnalato da IndieWire tra i 9 film indipendenti da non perdere e il New York Times lo ha inserito tra i 9 nuovi registi al mondo da conoscere.

La colonna sonora è firmata Sick Luke, uno dei più giovani e prolifici producer d’Italia insieme a Lorenzo Senni e Francesco Fantini.

Il film è una produzione Dugong Films con Rai Cinema, in coproduzione con Luxbox, in collaborazione con Unbranded Pictures, Alebrije Producciones e Mirfilm, con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, CNC – Centro Nazionale di Cinematografia Francese, Eurimages, Regione Emilia Romagna, Doha Film Institute. Sviluppato e prodotto con il sostegno del Fondo bilaterale per lo sviluppo di coproduzioni di opere cinematografiche italo-francesi MiC / CNC. Distribuzione I Wonder Pictures.

 

 

“Cry Macho” di Clint Eastwood al cinema dal 2 dicembre

Clint Eastwood in “Cry Macho”

“Cry Macho – Ritorno a casa”, diretto e interpretato da Clint Eastwood, al cinema da domani, giovedì 2 dicembre, distribuito da Warner Bros. Pictures. Il film è stato presentato ieri, martedì 30 novembre, Fuori Concorso al 39° Torino Film Festival.

Dalla Warner Bros. Pictures, è in arrivo il nuovo film drammatico di Clint Eastwood, “Cry Macho – Ritorno a casa”. Eastwood è anche protagonista del film, nel ruolo di Mike Milo, ex stella del rodeo e ora allevatore di cavalli in declino, che nel 1979 accettò l’incarico di un ex boss di riportare a casa il figlio dal Messico. Costretto a percorrere strade secondarie nel loro viaggio verso il Texas, l’improbabile coppia affronta un viaggio inaspettatamente arduo, durante il quale l’allevatore di cavalli, ormai stanco di tutto, trova dei legami imprevisti oltre che il suo senso di riscatto.

Del film fanno parte anche Eduardo Minett nel ruolo del ragazzo, Rafo, al suo debutto cinematografico, Natalia Traven (“Collateral Damage”, “Soulmates” per la tv) in quello di Marta, Dwight Yoakam (“Logan Lucky”, “Sling Blade”) interpreta l’ex impiegato di Mike, Howard Polk. Il cast include inoltre Fernanda Urrejola (“Blue Miracle”, “Narcos: Mexico” per Netflix) nel ruolo di Leta e Horacio Garcia-Rojas (“Narcos: Mexico” per Netflix, “La Querida del Centauro” per la tv) in quello di Aurelio.

Il premio Oscar Clint Eastwood ha diretto il film da una sceneggiatura di Nick Schenk e N. Richard Nash, ispirata al romanzo di Nash. Eastwood, Albert S. Ruddy, Tim Moore e Jessica Meier sono i produttori del film, con David M. Bernstein come produttore esecutivo.

Il team dietro la macchina da presa del regista, include il direttore della fotografia nominato ai premi BAFTA Ben Davis (“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”, “Captain Marvel”), lo scenografo Ron Reiss (“Richard Jewell” e “The Mule”), il montatore premio Oscar Joel Cox (“Unforgiven”), che ha editato moltissimi film del regista, il montatore David Cox (“Den of Thieves”, assistente al montaggio in “Richard Jewell” e “The Mule”) e la costumista, sua collaboratrice di lungo corso, Deborah Hopper. Le musiche sono di Mark Mancina (“Moana”).

La Warner Bros. Pictures presenta una produzione Malpaso/Albert S. Ruddy, “Cry Macho – Ritorno a casa”. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures. L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 2 dicembre 2021.

Link trailer

CRY MACHO - RITORNO A CASA | Trailer Ufficiale italiano

 

 

 

“Scompartimento N. 6” al cinema dal 2 dicembre

Seidi Haarla in “Scompartimento N. 6”

Da domani 2 dicembre nelle sale italiane distribuito da BIM arriva il film “Scompartimento N. 6” (Compartment No. 6, Hytti Nro 6) del regista finlandese Juho Kuosmanen, vincitore all’ultimo Festival di Cannes del Gran Prix Speciale della Giuria.

Il film rappresenta la Finlandia agli Oscar 2022 e ha tre nomination agli European Film Awards: European Film 2021, European Actor 2021 – Yuriy Borisov, European Actress 2021 – Seidi Haarla. È un Film della Critica.

Girato in 35mm, è ambientato negli anni ’90, ha come protagonisti una riservata studentessa finlandese e un giovane minatore russo, estranei ma entrambi diretti a Murmansk, nell’estremo nord ovest della Russia, costretti a condividere l’intimità del vagone letto del treno. Un road movie artico che intreccia due destini, ma soprattutto soffia sulle nostre anime quello spirito che solo il viaggio sa rappresentare.

Ispirato all’omonimo romanzo di Rosa Liksom edito da Iperborea, per l’occasione in corso di ripubblicazione con una nuova veste grafica.

Il poster del film è un’illustrazione di Manuele Fior / Ghirigori Agency.

Prodotto da AAMU Film Company, in coproduzione con Achtung Panda e Amrion Productions e CTB Film Company.

Link trailer

Scompartimento n.6 In viaggio con il destino - Trailer Ufficiale Italiano - Dal 2 Dicembre al cinema

 

 

 

 

 

Ciak per “Orlando”, il nuovo film di Daniele Vicari con Michele Placido

Daniele Vicari e Michele Placido sul set di “Orlando”

Sono in corso a Bruxelles le riprese di “Orlando”, il nuovo film di Daniele Vicari con protagonista Michele Placido. Una co-produzione Italia-Belgio: Rosamont con Rai Cinema e Tarantula Belgique, prodotto da Marica Stocchi e Joseph Rouschop.

Quella di Orlando e Lyse è una favola, la favola moderna di un vecchio e una bambina, che, senza volerlo, si ritrovano ad affrontare insieme il presente e le scelte che porta con sé, nonostante siano distanti come possono esserlo la vita rurale in un piccolo borgo dell’entroterra e quella metropolitana di una grande città europea.

“Siamo immersi in un mondo che cambia così velocemente che ci sfugge. A volte ci sfugge persino il senso stesso delle nostre esistenze – dichiara il regista Daniele Vicari – È così da sempre e oggi ancora di più. Per nostra fortuna ci sono persone che, restando fedeli a se stesse, ci fanno da bussola, ci aiutano a non perderci troppo. ‘Orlando’ è dedicato a queste persone”.

Michele Placido intrepreta Orlando e Angelica Kazankova è la piccola Lyse. Li affiancano, tra gli altri, Fabrizio Rongione, Federico Pacifici, Mpunga Denis e Christelle Cornil. Casting curato da Laura Muccino e Sara Casani.

Il film, diretto da Daniele Vicari e scritto con Andrea Cedrola, ha la fotografia di Gherardo Gossi, la scenografia di Igor Gabriel e Beatrice Scarpato, i costumi di Francesca e Roberta Vecchi, il montaggio di Benni Atria, le musiche di Teho Teardo.

Le riprese in corso a Bruxelles, termineranno in Italia il 13 gennaio.

 

 

 

 

 

 

EFA 2021, sarà un evento digitale

Gli European Film Awards riducono ulteriormente il rischio con un evento digitale. La cerimonia ibrida sarà presentata da Annabelle Mandeng.

 

Photo by Daniel Sonnentag / Annabelle Mandeng

A causa dei continui e inaspettati sviluppi della pandemia di Covid-19 attualmente in corso, la European Film Academy ha deciso che la cerimonia della 34esima edizione degli European Film Awards, prevista per l’11 dicembre, sarà ulteriormente modificata. L’obiettivo dell’organizzazione è di ridurre il più possibile i rischi per le persone coinvolte.

Come annunciato in precedenza, la cerimonia di premiazione era già stata riformulata come evento live a distanza. Tuttavia, la situazione attuale costringe gli European Film Awards a svolgersi in una forma completamente ibrida, con nominati e vincitori che prenderanno parte all’evento in digitale, con video pre-prodotti o interventi live online.

La 34esima edizione degli European Film Awards sarà presentata dall’attrice, moderatrice e scrittrice tedesca Annabelle Mandeng. Location dell’evento sarà la monumentale Arena di Berlino, dove avrebbe dovuto svolgersi la cerimonia dal vivo di quest’anno. I presentatori delle diverse categorie di premi saranno presenti in studio, mentre altri si uniranno virtualmente.

“Siamo molto dispiaciuti per la decisione presa – ha dichiarato il direttore dell’Academy Matthijs Wouter Knol – al momento quello che conta di più per noi è evitare che le persone viaggino per l’Europa, con un aumento del rischio per tutti, questo riguarda sia i nominati che i vincitori, ma anche il nostro team di Berlino. Confidiamo che la tecnologia disponibile e un grande sforzo da parte di tutti coloro che sono coinvolti, oltre che con l’esperienza ormai collettiva coi vari tipi di incontri online, sarà possibile dare comunque risalto a film straordinari e ai nominati agli European Film Awards di quest’anno. In tempi difficili come questi speriamo soprattutto che la cerimonia di premiazione riunisca la comunità cinematografica europea e attraverso lo streaming raggiunga il maggior numero possibile di appassionati di cinema”.

Il livestream della 34esima cerimonia di premiazione degli European Film Awards sarà visibile sul sito europeanfilmawards.eu alle 19.00 CET e attraverso vari partner in tutta Europa. La cerimonia sarà anche coperta da tutti gli account social degli European Film Awards: Instagram, Twitter, Facebook.

 

 

 

 

Torna Divergenti, festival internazionale di cinema trans

Torna a Bologna da giovedì 2 a sabato 4 dicembre 2021 Divergenti, l’unico festival cinematografico in Italia, e uno dei pochi in tutto il mondo, interamente dedicato alla narrazione e rappresentazione dell’esperienza trans, che per la sua undicesima edizione si svolgerà in presenza al Cinema Lumière di Bologna e di nuovo online su Docacasa.it, dopo essere stato uno dei primi festival a passare con successo sulla piattaforma virtuale creata dalla DER – Documentaristi dell’Emilia Romagna lo scorso anno. La piattaforma è accessibile gratuitamente da tutta Italia.

Progettato e realizzato dal M.I.T. – Movimento Identità Trans, con la direzione artistica di Nicole De Leo e Porpora Marcasciano, il festival seleziona e propone il meglio della cinematografia internazionale dedicata all’immaginario trans, con l’ambizione di offrire uno spaccato dell’identità trans in continuo mutamento, sfidando gli stereotipi negativi e stimolando il superamento dei pregiudizi e delle paure.

Come per le edizioni precedenti, anche quella del 2021 avrà un focus che l’organizzazione del festival insieme al MIT decide in base a quelli che sono i temi e le questioni problematiche del momento.

“Divergenti produttore di arte, pensiero e comunicazione, ogni anno sceglie un tema come filo conduttore attinente all’esperienza trans – dichiara Porpora Marcasciano – Il 2021 ha visto un aggressivo rigurgito della cultura patriarcale che storicamente ci opprime. La bocciatura del DDL Zan e l’attacco violento all’identità di genere, vista come esclusiva e binaria, ci ha ferito. Divergenti 2021 mette da parte le immagini e i colori che da sempre contraddistinguono il suo manifesto. Esce nero, il colore del vuoto e della negazione. Sottolinea la gravità del momento, denuncia i rigurgiti oppressivi, rimettendo al centro la parola TRANS e basta”.

Nell’arco delle tre giornate, dal programma delle proiezioni con annesse presentazioni e incontri con gli autori, ai seminari e tavole rotonde, tutto riporterà la parola, quindi la narrazione, in una corretta costruzione di senso trans.

Nucleo centrale del festival il Concorso Internazionale, che per l’undicesima edizione proporrà al pubblico dieci potenti opere, tra documentari e fiction, provenienti da diverse parti del mondo, che mostrano la resilienza e la forza delle comunità trans mettendo in evidenza una varietà di prospettive e identità trans, con una gamma di generi e tematiche che vanno dalle storie di donne trans in lotta da una vita per la loro identità e i loro diritti al percorso di coming-of-age di un’adolescente trans nel Brasile di oggi, dal ritratto intimo e politico di un’icona queer come Pedro Lemebel alle lotte per il riconoscimento e la giustizia delle donne trans latinoamericane di New York City fino ai pionieri del movimento transgender.

A valutare i dieci film in concorso una giuria di qualità – formata da Viola Lo Moro (scrittrice e direttrice di Tuba Libreria, femminista di Roma), Giorgina Pi (autrice e regista) e Elena Tebano (giornalista del Corriere della Sera) – chiamata ad assegnare il Premio al Miglior Film in concorso, del valore di 1.000 euro.

Accanto al concorso, anche quest’anno Divergenti proporrà una serie di eventi collaterali, a partire dalla giornata di studi del 30 novembre – dalle 15 alle 18.30 su https://www.facebook.com/mit.italia/Archivi Divergenti. Storie fuori norma e pratiche d’archivio, occasione di dialogo e confronto sulle esperienze di archivi trans e LGBTQI+ a livello nazionale ed internazionale, promosso dal MIT e finanziato da UNAR. A seguire, venerdì 3 novembre, dalle 14.30 alle 17.00 presso la Sala Anziani di Palazzo D’Accursio, L’abbraccio delle Reti Trans, la risposta alla violenza transfobica, un seminario finalizzato alla condivisione di buone pratiche nella costruzione di “centri antiviolenza” che intende mettere a confronto le diverse realtà impegnate nell’arginare la violenza di genere e i crimini d’odio, per la costruzione di una rete nazionale di servizi. Sempre venerdì 3 dicembre, alle 20.15 presso il Cinema Lumière, la proiezione speciale fuori concorso de “La Donna Pipistrello”, un documentario di Matteo Tortora e Francesco Belais, sulla vita di Romina Cecconi, una delle prime transessuali italiane a operarsi. Il film, proiettato anche in omaggio ai primi ottant’anni della protagonista, sarà presentato da Francesco Belais e dalla stessa Romina Cecconi.

Novità assoluta di questa edizione, il festival entrerà nelle carceri italiane dove spesso la situazione delle persone trans detenute è drammatica, essendo sistematicamente ignorati i loro diritti. Grazie alla collaborazione con il DAP, il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, una selezione di film di Divergenti sarà proiettata in alcune carceri italiane che ospitano strutture dedicate alle persone trans. Il primo istituto penitenziario ad ospitare le proiezioni di Divergenti sarà quello di Reggio Emilia nella seconda metà di dicembre. Ulteriori dettagli sulla programmazione nelle carceri italiane saranno disponibili sulla pagina Facebook del festival e sul sito del MIT.

IL CONCORSO

L’undicesima edizione di Divergenti presenta dieci titoli, di cui otto documentari e due film di finzione, con una prima assoluta e due anteprime italiane. I film saranno visibili in sala – al Cinema Lumière, Sala Scorsese – e su Docacasa.it, disponibili per lo streaming nel giorno di programmazione, a partire dalle 10.00 per le 24 ore successive.

Il concorso si aprirà giovedì 2 dicembre, ore 20.30, con l’anteprima italiana di “Caer” di Nicola Mai – presente alla proiezione – un documentario collaborativo con parti anche di fiction che racconta le lotte per il riconoscimento e la giustizia delle donne trans latinoamericane che lavorano nell’industria del sesso di New York City.

A seguire (ore 22.30) il pluripremiato “Lemebel” di Joanna Reposi Garibaldi, ritratto intimo e politico di Pedro Lemebel, artista, scrittore e attivista cileno divenuto un’icona del movimento Queer in America Latina, che con i suoi testi taglienti e le performance provocatorie, seppe scuotere la società conservatrice cilena durante la dittatura di Pinochet. Il film sarà presentato dallo scrittore Ariase Barretta.

Sempre il 2 dicembre, ma solo in streaming, “Irreversibile”, un cortometraggio diretto da Matteo De Liberato sul tema, quanto mai attuale, dell’omobitransfobia. Il cortometraggio rimarrà disponibile online per tutte e tre le giornate del festival.

Venerdì 3 dicembre le proiezioni si apriranno (ore 20.15) con l’evento speciale de La Donna Pipistrello. A seguire “Red Shoes. Il figlio del boss” di Isabella Weiss, toccante documentario sulla vita di Daniela Lourdes Falanga, presidente di Antinoo Arcigay Napoli e donna transessuale figlia di un boss della camorra vesuviana oggi condannato. In sala la stessa Falanga per presentare il film.

La serata si chiuderà (ore 22.30) con la proiezione di “Valentina”, pluripremiato film del brasiliano Cássio Pereira dos Santos, vincitore dell’ultimo MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+, racconto di formazione con protagonista una ragazza transessuale di 17 anni nel suo percorso di transizione in un contesto particolarmente ostile dal punto di vista culturale, sociale e burocratico, come il Brasile di oggi.

Solo in streaming, sarà invece disponibile, dalle 10.00 di venerdì 3 dicembre per le 24 ore successive, “La casa dell’amore” di Luca Ferri, un documentario forte e poetico che segue la quotidianità di Bianca, prostituta transgender che esercita nel proprio appartamento alla periferia di Milano.

Sabato 4 dicembre, ultima giornata di proiezioni. Si inizierà (ore 20.15) con l’anteprima italiana in sala di “Loredana’s Fight Against Transphobia”, un reportage che la regista Giulia Ottaviano ha girato negli scorsi mesi su Loredana Rossi, ospite del festival, fondatrice e attuale vicepresidente di ATN – Associazione Transessuale Napoli.

A seguire l’anteprima assoluta di “Porpora” di Roberto Cannavò, un viaggio on the road nell’avventura umana di Porpora Marcasciano, storica attivista, scrittrice e fondatrice del MIT che ha vissuto da protagonista i movimenti femministi, comunisti e trans dagli anni Settanta ad oggi.

La serata si chiuderà (ore 22.30) con la cerimonia di premiazione dei film vincitori insieme agli organizzatori e alla giuria del festival. Al termine la proiezione di “Good Times For a Change”, il documentario diretto da Elena Comiglio e Mick De Paola incentrato sulla storia di Gianmarco Negri, il sindaco transgender che nel 2019 ha battuto la Lega a Tromello. Alla proiezione sarà presente Gianmarco Negri insieme ai registi.

Nella stessa giornata, dalle 10.00 per le 24 ore successive, solo in streaming, sarà disponibile “Genderation” di Monika Treut, documentario che 20 anni dopo “Gendernauts”, sempre della Treut, cerca i pionieri del movimento transgender di allora per scoprire come si sono evolute le loro vite e il loro attivismo, come sono cresciuti nelle loro identità e come la loro energia continui ad avere un impatto oggi.

INFO: https://www.facebook.com/Divergentiff/

 

 

L’invenzione più bella del XX Secolo, 150 capolavori tornano al cinema

“Nashville” di Robert Al­tman

A Roma, dal 6 dicembre 2021 al 29 giugno 2022, XX Secolo. L’invenzione più bella, la rassegna promossa da CSC – Cineteca Nazionale con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema.

“Un’occasione imperdibile per gli amanti dei grandi classici – dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini – ma soprattutto un’iniziativa che permette alle nuove generazioni di vivere sul grande schermo le emozioni dei capolavori che hanno fatto la storia del cinema. Promuovere la visione dei film in sala in sicurezza e avvicinare le nuove generazioni al patrimonio dell’audiovisivo è uno dei nostri obiettivi. Supportare il cinema non è solo un fattore culturale ma è anche importante da un punto di vista economico. L’industria del cinema e dell’audiovisivo sarà uno dei settori trainanti della crescita economica italiana dei prossimi anni ed è giusto che i nostri giovani conoscano e apprezzino questa arte”.

150 capolavori, 30 protagonisti della storia del cinema, 7 mesi di programmazione: sono alcuni dei numeri di XX Secolo. L’invenzione più bella, l’iniziativa con cui il CSC – Cineteca Nazionale, con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema,  torna – dopo lo stop dettato dall’emergenza sanitaria – a dialogare in prima persona con il grande pubblico, offrendo per la prima volta dopo molti anni un autentico viaggio lungo un secolo di film, e portando all’attenzione degli spettatori, anche più giovani, titoli e nomi da vedere o rivedere finalmente sul grande schermo.

Dal 6 dicembre 2021 al 29 giugno 2022, l’appuntamento è tutti i lunedì e i martedì, e la domenica mattina, al cinema Quattro Fontane di Roma: curata da Cesare Petrillo (tra i più autorevoli conoscitori, non solo in Italia, del “cinema classico”, e fondatore con Vieri Razzini di Teodora Film), XX Secolo. L’invenzione più bella si articola in 30 settimane, ognuna dedicata a un artista – registi, interpreti, sceneggiatori – di cui si potranno vedere 5 tra i titoli più rappresentativi.

Una rassegna, XX Secolo. L’invenzione più bella, fortemente voluta da Marta Donzelli, Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia: “Andare al cinema è un piacere che negli ultimi tempi ci è stato sottratto e che finalmente abbiamo iniziato a ritrovare. Andare al cinema vuol dire ridere, piangere, sperare, gioire, spaventarsi, emozionarsi con gli altri nel buio della sala. Vuol dire guardare e sentire la realtà in modi sempre nuovi, scoprire una pluralità di mondi possibili, sognare, viaggiare nel tempo e nello spazio, dimenticare per un po’ chi siamo per immergersi in un altro universo. ‘XX Secolo. L’invenzione più bella’ è un viaggio nella storia del cinema che ha l’obiettivo di ricordarci o farci scoprire quanto sia unica e memorabile l’esperienza di vedere un film sul grande schermo, nella convinzione che il modo più efficace di riavvicinare il pubblico alle sale cinematografiche sia quello di dar loro l’opportunità di vedere dei gran bei film. Ab­biamo chiesto a Cesare Petrillo, che alla passione per il cinema ha dedicato tutta una vita, di sce­glierne 150, con un’unica regola: includere soltanto film di cui era assolutamente innamorato. E l’amore, si sa, è contagioso”.

“Ritrovarsi a scegliere 150 film per una programmazione pubblica della Cineteca Nazionale ­– racconta il curatore Cesare Petrillo – è un po’ come quando ai bambini viene raccontata la fa­vola del genio della lampada che permette il realiz­zarsi di tre desideri. Improvvisamente i desideri diventano troppi e si fa fatica a decidere. 150 titoli del passato che tornano sul grande schermo sono tanti eppure nel metterli insieme in maniera organica diventano pochi, tanta è la straordinaria e scono­sciuta ricchezza del cinema. ‘XX Secolo. L’invenzione più bella’ è un modo per avvicinare il grande pubblico e soprattutto le nuove generazioni a quel cinema del passato che in una capitale come Roma è stato da troppo tempo trascurato. Tutti pensano di conoscere Kubrick o Truffaut ma in quanti hanno avuto modo di vedere sul grande schermo ‘Arancia Meccanica’ o ‘L’uomo che amava le donne’?. E quanti hanno mai visto dei film fondamentali come ‘Nulla sul serio’ o ‘I migliori anni della nostra vita’? Ecco allora che a film e artisti celeberrimi, la Cine­teca ha sentito la necessità di affiancare artisti di al­trettanto valore ma spariti inspiegabilmente in quella voragine dell’oblio che è uno dei peggiori mali del nostro tempo. Dunque oltre a rivedere (o scoprire per la prima volta) alcuni capolavori di Billy Wilder, Robert Al­tman, Luis Buñuel, Ingmar Bergman, Ernst Lubitsch, Martin Scorsese, impareremo a conoscere “volti nuovi” come Carole Lombard, Tom Courtenay, Myrna Loy, Barbara Stanwyck, Tyrone Power, Alain Delon e Jean-Paul Belmondo nei film di Jean-Pierre Melville e Silvana Mangano, morta troppo presto e ingiustamente meno celebre di altre dive italiane. Tra gli italiani altri tre omaggi doverosi: Suso Cecchi d’Amico, prima e per lungo tempo unica sceneggia­trice nel nostro panorama e due grandi registi un po’ trascurati, Valerio Zurlini e, nel centenario della sua nascita, Mauro Bolognini”.

L’avvio, lunedì 6 dicembre, è nel segno di Robert Al­tman, con – tra gli altri – uno dei titoli più rari dell’intera rassegna, “Nashville”, autentica pietra angolare del cinema degli anni ’70. E poi “Il lungo addio”, “California Poker”, “Mash”, “I Compari”. Tutti, e vale anche per i programmi che seguiranno, presentati in copie 35mm o in DCP, e rigorosamente in versione originale con sottotitoli italiani.

Nelle settimane a venire sarà poi il momento (solo per citare gli omaggi fino al 23 gennaio) di Jack Nicholson (con “Cinque pezzi facili” e “Il re dei giardini di Marvin” di Bob Rafelson, “Shining” di Stanley Kubrick, “L’ultima corvé” di Hal Ashby e “Chinatown” di Roman Polanski), François Truffaut (“I 400 colpi”, “Jules e Jim”, “La mia droga si chiama Julie”, “Adele H. – Una storia d’amore”, “L’uomo che amava le donne”), Barbara Stanwyck (“La fiamma del peccato” di Billy Wilder, “Baby Face” di Alfred E. Green, “Lady Eva” di Preston Sturges, “Il terrore corre sul filo” di Anatole Litvak, “Ricorda quella notte” di Mitchell Leisen), Ernst Lubitsch (“Mancia competente”, “L’allegro tenente”, “Ninotchka”, “Partita a quattro”, “Scrivimi fermo posta”), Carole Lombard (“Ventesimo Secolo” di Howard Hawks, “L’impareggiabile Godfrey” di Gregory La Cava, “Nulla sul serio” di William A. Wellman, “Vogliamo vivere!” di Ernst Lubitsch, “Swing High, Swing Low” di Mitchell Leisen) e Valerio Zurlini (“Estate violenta”, “La ragazza con la valigia”, “Le soldatesse”, “Seduto alla sua destra”, “La prima notte di quiete”, “Il deserto dei Tartari”).

“È solo per un gioco di incastri e coincidenze che il benvenuto a questa nuova iniziativa coincide con un’opera che si chiama ‘Il lungo addio’ – spiega Alberto Anile, Conservatore della Cineteca Nazionale – reinvenzione di uno dei migliori romanzi di Chandler nello stile spiegazzato e aperto degli anni ’70. Ma in quel titolo si potrebbe leggere il lento distacco dalla pellicola, e da un modo di fare cinema (di sognare mondi alternativi, di criticare quelli contemporanei) che si va facendo di anno in anno sempre più fascinoso, ormai quasi mitologico. Giocando con il titolo di un altro film, stavolta di Hawks, questa mega rassegna si chiama in realtà XX SECOLO, e il cinema vi gioca il ruolo ‘dell’invenzione più bella’. Cambiato secolo e millennio, ai capolavori qui raccolti si può guardare con tenerezza e insieme sgomento: Carole Lombard che non prende nulla sul serio, Jack Nicholson che si fa tagliare il naso da Polanski, Truffaut che si reinventa in Antoine Doinel, i soldatini di Altman che fanno scherzi in Corea, il sapore di sale e di bombe del primo Zurlini, le occhiate fulminanti della Stanwyck, l’aplomb di Cary Grant, le buffonate dei Marx… Il cinema saprà mai tornare a tanta creatività, a tale luminosa gioia? Non è un discorso passatista, perché il cinema di oggi continua a nutrirsi dei grandi esempi di ieri e avant’ieri, e c’è sempre un frammento antico in ogni bellezza nuova, che sia firmata Tarantino o Sorrentino, Carax o Kore’eda. Qui le gemme sono quelle originali, ripresentate nelle versioni migliori, e sempre nella lingua di partenza, per capire come nasce il grande cinema del passato, da dove è nato quello presente e da dove potrà nascere quello futuro. Curata amorosamente da Cesare Petrillo (la metà con Vieri Razzini di quella premiata ditta che portò valanghe di buon cinema prima su Rai 3 poi sugli scaffali dei dvd), XX Secolo è la prima grande iniziativa della Cineteca Nazionale dopo l’arrivo della pandemia. Torniamo ai grandi classici e al cinema in sala, in una cornice storica come quella del Quattro Fontane, l’antico teatro che ancora risuona delle battute di Totò & Magnani, alternando titoli più noti a rarità introvabili, bianconero e colore, opere classiche e trasgressive, la vecchia Europa e il mito America. Con un’avvertenza: il programma che abbiamo annunciato è solo l’inizio, se ci prendete gusto nutriremo i vostri sogni cinematografici fino alle porte della prossima estate”.

XX SECOLO. L’INVENZIONE PIÙ BELLA
150 capolavori del cinema tornano sul grande schermo
dal 6 dicembre 2021 al 29 giugno 2022
Cinema Quattro Fontane
Via delle Quattro Fontane, 23
00184 Roma

Biglietti e abbonamenti
Ingresso singolo: 5 euro
Carnet 10 ingressi: 35 euro
Carnet 20 ingressi: 60 euro

Per maggiori informazioni: www.fondazionecsc.it

 

 

 

 

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