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Festival del cinema spagnolo e latinoamericano a Roma dal 2 al 7 ottobre

Al Cinema Farnese la 13esima edizione. Film di apertura “70 Binladens – Le iene di Bilbao” con Emma Suárez.

ph: 70 Binladens – Le iene di Bilbao

Si svolgerà al Cinema Farnese di Roma dal 2 al 7 ottobre la 13esima edizione del Festival del cinema spagnolo e latinoamericano. Una speciale edizione già iniziata a Messina e Napoli e che, prima dell’edizione romana, farà tappa all’Auditorium Ex-Gil di Campobasso dal 28 al 30 settembre.

Tra le novità di questa 13esima edizione, il Premio del Pubblico che sommerà i voti raccolti nelle diverse tappe del festival (Roma, Campobasso, Napoli e Messina), e sarà proclamato il 7 ottobre nell’evento speciale di chiusura. Per votare: www.cinemaspagna.org.

La manifestazione, curata e organizzata da Iris Martin-Peralta e Federico Sartori (Exit Media) propone, come di consueto, una selezione di qualità dell’ultimo cinema spagnolo e latinoamericano in versione originale sottotitolata in italiano, con titoli inediti e anteprime nazionali assolute. “La situazione presente – sottolineano i due curatori – pur complicata, ci porta a non rinunciare alla condivisione della cultura e al dialogo. Il cinema segna una strada per il rincontro!”.

La Nueva Ola, sezione principale del festival, presenterà le migliori pellicole iberiche dell’ultima stagione, tra cui il film di apertura, “70 Binladens – Le iene di Bilbao”, che sarà distribuito in Italia tra l’autunno e l’inverno 2020. Un thriller di Koldo Serra, regista della celebre serie Netflix “La Casa di Carta” (La Casa de Papel), capace di sprigionare ritmo e gestire con fluidità una trama che si concentra dentro le quattro mura di una filiale di banca presa d’assalto. Con la mente a “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, il film si avvale dell’interpretazione di un cast di stelle, tra cui Emma Suárez, una donna con un grave problema da risolvere nel giro di poche ore: ha assoluto bisogno di 35 mila euro (i “binladens” nello slang spagnolo sono i biglietti da 500 euro), ma ecco che una coppia di rapinatori irrompe nella filiale nel tentativo di svaligiarne le casseforti. E qualcosa va, puntualmente, storto…

L’eclatante esordio alla regia di Belén Funes, “La Hija de un Ladrón”, che ruota intorno a Sara, una ragazza-madre costretta a contare solo su se stessa, con il grande desiderio di ricomporre un nucleo familiare e riavere ciò che le è stato tolto. Il ladro del titolo è il padre, un inetto che torna a farsi vivo in cerca di redenzione, ma finisce per costituire l’ennesimo ostacolo nei propositi della figlia. Rivelazione assoluta ai Goya 2020, con il Premio Miglior Opera Prima, ma anche Menzione Speciale della Giuria al Taormina Film Fest 2020 e trionfo per Greta Fernández all’ultimo Festival di San Sebastián, dove ha vinto la Concha de Plata come Miglior Attrice.

Realtà e finzione si uniscono in “Els dies que vindran”, film diretto da Carlos Marqués-Marcet e vincitore al Festival di Malaga 2019 e di tre Premi Gaudì 2020 (Miglior Film, Attrice Protagonista e Montaggio). Nel film si assiste alla vera gravidanza dell’attrice María Rodríguez con il suo compagno David Verdaguer (Verano 1993), fino alla nascita della figlia. Il tutto a Barcellona, dove una giovane coppia affronta il progressivo passaggio dall’euforia iniziale all’incomunicabilità che presagisce la rottura. Un’odissea sull’ascesa e la caduta dell’amore che Marqués-Marcet aveva già esplorato attraverso la sofferenza di una relazione a distanza nel suo fortunato e per certi versi visionario film d’esordio “10.000 Km”.

“O que arde – Verrà il fuoco”, terzo lungometraggio firmato da Oliver Laxe, punto di riferimento del cinema d’autore del nuovo cinema spagnolo, indicato da Bong Joon-ho come uno dei cineasti più promettenti nel prossimo cinema mondiale. Il film racconta di Amador, un piromane che dopo aver scontato la sua pena in carcere, torna a casa nelle verdi colline di Lugo, in Galizia. Ma nessuno in realtà è lì ad attenderlo. Premio della Giuria Un Certain Regard al Festival di Cannes, due Premi Goya 2020, per la Miglior Attrice emergente (Benedicta Sánchez) e per la Miglior Fotografia (Mauro Harce) e Miglior Film e Miglior Sceneggiatura al Mar del Plata Film Festival 2019. Il film sarà distribuito in Italia nella primavera 2021.

Il regista Samuel Alarcón sarà a Roma per presentare “Oscuro y Lucientes”, la storia e i curiosi avvenimenti che scaturirono dalla morte del grande genio della pittura Francisco de Goya y Lucientes. Da qui il suggestivo gioco di parole del titolo che rimanda alle tinte chiaro-scure che avvolgono la sua scomparsa, avvenuta in esilio nel 1828. Dopo la sepoltura mai nessuno reclamò il suo corpo, nemmeno la famiglia. Anni dopo, alla riesumazione al cimitero di Bordeaux, la sorpresa fu grande: la testa di Goya era sparita…

Tra i titoli presenti nella sezione Latinoamericana: il peruviano “Canción sin nombre”, esordio alla regia di Melina León, in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2019 e pluripremiato nei festival di tutto il mondo, che narra la storia, basata su fatti realmente accaduti, di una giovane donna senza risorse che, dopo il parto, non sa più dove sia finita la sua bambina. Nella disperata ricerca che ne consegue, trova l’aiuto di un giornalista, uomo solitario ai margini, che accetta di condurre le indagini. Un film di forte denuncia che esplora il Perù al culmine della propria crisi politica e finanziaria degli anni Ottanta.

Sbarca a Roma dopo numerosi premi internazionali “La Camarista” di Lila Avilés, film candidato per il Messico ai premi Oscar 2020, la storia della timida e riservata Eve, cameriera in un hotel di lusso a Città del Messico. In primo piano, il divario socio-economico tra inservienti e clienti, parabola di un’intera nazione, divisa più che mai tra chi si trova sempre più in alto e chi può solo aspirare a salire faticosamente un gradino nella scala sociale.

Co-produzione italo-messicana è “Tony Driver” di Ascanio Petrini, proiettato come Evento Speciale fuori concorso. Forte di numerosi premi vinti, tra cui il Goya come Miglior Opera Prima, il Premio come Miglior Attrice (Greta Fernández) al San Sebastián Film Festival e la Menzione Speciale della Giuria al recente Taormina Film Fest, questo documentario è la storia di Pasquale Donatoni, nativo di Bari, ma che, a 9 anni, a metà degli anni Sessanta, vola oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano facendosi chiamare Tony. Tassista di professione a Yuma, viene arrestato a causa del suo “secondo lavoro”: trasportare migranti illegali negli Stati Uniti attraverso la frontiera messicana…

“Piazzolla, la rivoluzione del tango”, dell’argentino Daniel Rosenfeld, è un inedito ed evocativo viaggio nel cuore della vita e della musica di Astor Piazzolla. Per la prima volta gli archivi del leggendario bandoneonista (fotografie, nastri vocali e riprese in Super8) vengono aperti al pubblico dal figlio Daniel per un ipnotico ritratto di Piazzolla dall’infanzia a Manhattan agli inizi di carriera, passando per il Tango Nuevo e i misteri dell’atto creativo. Un film che sarà distribuito in Italia dall’11 marzo 2021, data del Centenario della nascita di questo genio del Novecento.

Nella sezione Clasicos, l’omaggio a Lucia Bosé, la grande attrice italo-spagnola scomparsa lo scorso 23 marzo, di cui saranno proiettati tre dei suoi primi film della sua carriera: “Cronaca di un amore” di Michelangelo Antonioni (1950), il classico del cinema spagnolo “Muerte de un ciclista (Gli egoisti)” di Juan Antonio Bardem (1955) e “Nocturno 29” di Pere Portabella (1968), primo film dopo la rottura con il Torero Dominguín, con cui la legò un’intesa storia d’amore. Quarto classico in programma l’omaggio al grande genio di Luis Buñuel per il 50° anniversario di “Tristana”, coproduzione italo-franco-spagnola con Catherine Deneuve, Fernando Rey e Franco Nero, compendio dei temi classici cari al maestro: l’inestricabile groviglio fra il male e il bene nella debolezza della natura umana, l’inutilità di una scelta tra i due opposti poli, la feroce satira del perbenismo borghese.

Chiude il festival, mercoledì 7 ottobre alle ore 21.00, l’ultimo film di Pedro Almodóvar, “Dolor Y Gloria”, interpretato da Antonio Banderas (vincitore della Palma d’Oro a Cannes come Miglior Attore) e Penélope Cruz. Banderas è alle prese con il ruolo di un regista, alter ego di Almodóvar, in preda ad una profonda crisi fisica e creativa. Il passato torna alla mente, si mescola al presente, dando forma all’opera forse più intima ed emotiva di Almodóvar.

Tutti i film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Per maggiori informazioni: www.cinemaspagna.org

 

“The Rossellinis” al cinema il 26, 27, 28 ottobre

Un film documentario di Alessandro Rossellini con Isabella, Renzo, Robin, Ingrid, Gil e Nur Rossellini

Dopo il successo ottenuto alla 35. Settimana Internazionale della Critica di Venezia dove è stato presentato come evento speciale, arriva al cinema solo il 26, 27, 28 ottobre “The Rossellinis” di Alessandro Rossellini, prodotto da B&B Film, coprodotto da VFS Films con Rai Cinema in associazione con Istituto Luce Cinecittà.

Roberto Rossellini è stato un genio del cinema e un padre spiccatamente anticonformista. I suoi amori hanno riempito le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, scandalizzando la rigida morale degli anni Cinquanta e dando alla luce una famiglia numerosa, orgogliosamente multietnica e decisamente allargata. Alessandro, primo nipote del grande regista, ha avuto una carriera traballante da fotografo e un lungo passato di tossicodipendenza. Come primo nipote di un genio, non si sente all’altezza del cognome. Decide così di girare a 55 anni il suo primo film, affrontando con ironia la saga dei Rossellini e obbligando i parenti sparsi in tutto il mondo a un’impossibile terapia familiare davanti alla macchina da presa.

In “The Rossellinis” si trovano così le testimonianze di Renzo, Robin, Isabella, Ingrid, Gil e Raffaella Rossellini che Alessandro guida on the road in un racconto intimo e ironico capace di appassionare lo spettatore.

Alle interviste si alternano le immagini di repertorio, tra cui quelle dell’Archivio Privato della Famiglia Rossellini e dell’Istituto Luce Cinecittà, e le scene di alcuni capolavori come “Roma città aperta”, “La presa del potere da parte di Luigi XIV”, “Europa ’51”, “Viaggio in Italia” oltre a quelle di “My Dad is 100 Years Old” di Guy Maddin e Isabella Rossellini e “Kill Gil, Vol. 1” di Gil Rossellini.

“Con il titolo del film – spiega Alessandro Rossellini – ho voluto prendere in giro un cognome che per me è stato da sempre molto ingombrante, passato alla storia del cinema per le idee rivoluzionarie di nonno Roberto, regista venerato ancora oggi come un profeta dai cinefili di tutto il mondo. Nonno fu però un personaggio ben noto anche per la sua vita privata, parecchio avventurosa. Il suo genio e il suo carisma hanno affascinato i cronisti del tempo, creando un grande circo mediatico attorno alla sua figura. Il nostro album di famiglia si è così composto con bellissime fotografie patinate e cinegiornali dai toni scandalistici. Tutto questo ha avuto per me e gli altri discendenti un peso enorme, influenzando le nostre vite, anche dopo la scomparsa di nonno. Ogni famiglia mitizza il proprio passato, denso di storie e gioie, nascondendo a volte sotto il tappeto i conflitti più dolorosi. In questo senso, forse noi Rossellini siamo l’iperbole di una famiglia: affascinante, appassionata e anche bugiarda. L’arte di narrarsi al meglio è forse l’unico pezzetto di genio creativo che abbiamo ereditato da nonno Roberto. Questo film documentario è il mio personale tentativo di restituire un’immagine sincera della mia grande, amata e complicata famiglia”.

“The Rossellinis” arriverà al cinema solo per tre giorni, il 26, 27, 28 ottobre, distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Capital e MYmovies.it.


 

TRAILER – THE ROSSELLINIS

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POSTER – THE ROSSELLINIS

 


 

 

Da Dario Argento a Lorenzo Mattotti, torna il Ca’ Foscari Short Film Festival “in versione diffusa” dal 7 al 10 ottobre

In Concorso 30 corti provenienti dalle migliori università e scuole di cinema. In gara anche due italiane: Giulia Di Battista e Francesca Giuffrida.

Ca’ Foscari Short Film Festival, il poster ufficiale realizzato da Lorenzo Mattotti

Venezia, 23 settembre 2020 – Il Ca’ Foscari Short Film Festival, dopo aver dovuto rimandare l’evento rispetto alle date originarie di marzo, è finalmente pronto a festeggiare la sua decima edizione che si svolgerà dal 7 al 10 ottobre in maniera “diffusa” all’Auditorium Santa Margherita (registrazione online obbligatoria) e in altre storiche istituzioni veneziane, dove sarà possibile visionare in streaming o dal vivo le opere in programma: la Fondazione Ugo e Olga Levi, il Centro Candiani del Comune di Venezia, la Fondazione Querini Stampalia, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro, il Museo di Palazzo Grimani, il Museo Archeologico Nazionale, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Concilio Europeo dell’Arte In Paradiso Art Gallery e l’Hotel NH Venezia Rio Novo.

Il cuore della manifestazione rimane il Concorso Internazionale con 30 opere provenienti dalle migliori università e scuole di cinema del mondo. Le opere in gara rappresentano 27 paesi differenti e coprono tutti e 5 i continenti.

Un tema però accomuna molti dei lavori ed è il distacco, da quello meno immediato e più metaforico come può essere il rapporto tra allievo e maestro o tra una persona e la città in cui è cresciuta, a quello più lancinante genitori-figli, tema su cui si concentra anche la regista ceca Daria Kashcheeva con “Daughter”, candidato agli Oscar per il miglior corto d’animazione 2020. In gara anche due italiane: Giulia Di Battista con “Domani all’alba” e Francesca Giuffrida con “Mentre dormi”. A decretare il vincitore sarà una giuria tutta al femminile composta dall’attrice italo-giapponese Jun Ichikawa, dalla regista siriana Sulafa Hijazi e dall’attrice polacca Maria Mamona, protagoniste anche di un programma speciale.

Il programma è stato presentato oggi a Venezia nella sede centrale dell’università, dove Flavio Gregori (Prorettore alle Attività Culturali dell’Università Ca’ Foscari) ha dichiarato: “In questi anni ho visto diventare il Ca’ Foscari Short Film Festival sempre più un riferimento per il mondo del cinema nell’ambito dei film brevi. Il festival è cresciuto con risultati straordinari vista anche la qualità dei corti che arrivano e un programma sempre più bello. Ha creato inoltre le condizioni per una reale partecipazione della componente studentesca alla sua realizzazione. La decima edizione è un traguardo con una tradizione consolidata ed uno sguardo al futuro”.

La direttrice artistica Roberta Novielli ha così espresso la sua soddisfazione: “La decima edizione del festival sarà in versione ‘diffusa’ in varie sedi di istituzioni veneziane, ma sempre con una selezione di corti di livello altissimo da ben 27 paesi e ospiti eccezionali. Siamo felici di rappresentare un trampolino di lancio per i film in concorso che hanno avuto anche in passato, attraverso noi, l’opportunità di farsi conoscere a livello internazionale. Quest’anno inoltre l’attribuzione della Ca’ Foscari Honorary Fellowship al maestro del brivido Dario Argento rappresenta un’ulteriore momento importante per il festival e l’ateneo veneziano. Altri due nomi che hanno reso grande la cultura italiana nel mondo onoreranno il festival con la loro presenza: Lorenzo Mattotti e Pino Donaggio”.

Tra gli ospiti d’eccezione di questa decima edizione il “maestro del brivido” Dario Argento che sarà insignito del Ca’ Foscari Honorary Fellowship e terrà una lectio magistralis per il pubblico del festival. Altro atteso evento sarà l’incontro-intervista con Pino Donaggio, storico compositore di colonne sonore originario di Burano che ha collaborato con registi del calibro di Brian De Palma, Dario Argento e Pupi Avati. Grande protagonista sarà anche il regista e illustratore Lorenzo Mattotti, autore della locandina della decima edizione che presenterà il suo film “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” come preapertura del festival (il 6 ottobre, alle 18.30, alla fondazione Querini Stampalia) e sarà poi protagonista di un incontro con il pubblico.

Charlie Tango presenterà in anteprima l’episodio pilota della nuova serie dei mitici Munchies, mentre Marie Elise Scheidt farà ritorno allo Short a dieci anni dalla vittoria della prima edizione per introdurre tre nuovi lavori. Una personale sarà dedicata al documentarista sperimentale indiano Amid Dutta e di altrettanto interesse sarà il Focus sulla scuola francese Supinfocom Rubika, tra le più rinomate per quanto riguarda le opere d’animazione. Focus anche sulle cinematografie degli altri continenti con New African Cinema e East Asia Now con i cortometraggi di giovani registi africani e asiatici.

Spazio poi ai giovani aspiranti videomaker di Ca’ Foscari con i video realizzati dagli studenti del Master in Fine Arts and Filmmaking con ospite Jacopo Chessa, presidente della Veneto Film Commission, e da quelli della Summer School Films in Venice and Filming Venice. Infine, gli appuntamenti con il cinema delle origini con il programma speciale di Carlo Montanaro “Dall’argento al pixel”, quello con la videoarte italiana più recente di “Lo sguardo sospeso” e la consueta vetrina dedicata agli ultimi vincitori del VideoConcorso Pasinetti.

Confermati anche i due Concorsi Collaterali con la quarta edizione del Music Video Competition, dedicato ai migliori videoclip prodotti nelle scuole di cinema, e la settima del Premio Olga Brunner Levi, rivolto agli studenti liceali di tutto il mondo. Lo spettacolo della serata finale sarà un omaggio a Federico Fellini a cura del videoartista Igor Imhoff e dell’attore Marco Tonino.

Sito Ufficiale: http://cafoscarishort.unive.it

 

 

EFA completa la selezione con altri sei titoli

Le nomination per gli European Film Awards, gli Oscar europei, saranno annunciate il 7 novembre al Festival del Cinema Europeo di Siviglia

ph: Summer of 85 / Été 85

La European Film Academy ed EFA Production hanno aggiunto altri sei titoli che compongono la seconda parte della selezione dei lungometraggi di finzione.

Ecco i titoli: “Another round drunk” (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia) di Thomas Vinterberg; “Enfant terrible” (Germania) di Oskar Roehler; “Slalom” (Francia) di Charlène Favier; “Summer of 85” (Francia, Belgio) di François Ozon; “Un triomphe” (Francia) di Emmanuel Courcol; “Willow Vrba” (Macedonia del Nord, Ungheria, Belgio, Albania) di Milcho Manchevski.

A causa dell’emergenza Covid-19, la selezione è stata annunciata in due momenti: 32 film erano stati comunicati lo scorso agosto. I film sono stati scelti da un comitato di selezione composto dal Board dell’EFA e da invitati esperti: Giorgio Gosetti (programmatore di festival/Italia), Kathrin Kohlstedde (programmatrice di festival/Germania), Paz Lazaro (programmatore di festival/Spagna), Mary Nazari (esercente/Russia), Edvinas Pukšta (programmatore di festival/Lituania) e Agathe Valentin (sales agent /Francia).

Nelle prossime settimane gli oltre 3.800 membri della European Film Academy visioneranno i 38 film selezionati e voteranno per le nomination nelle categorie di Film, Regista, Attore, Attrice e Sceneggiatore Europeo. Le nomination saranno poi annunciate il 7 novembre al Festival del Cinema Europeo di Siviglia, in Spagna. A una giuria composta da 8 membri spetterà invece il compito di decidere i vincitori per le categorie Direzione della Fotografia, Montaggio, Scenografia, Costumi, Trucco e Parrucco, Musiche Originali, Suono, Effetti Visivi.

Ricordiamo che i film italiani “Favolacce” (Bad Tales) di Damiano e Fabio D’Innocenzo, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Volevo Nascondermi” (Hidden Away) di Giorgio Diritti sono tra lungometraggi inclusi nella lista di selezione degli EFA 2020, gli Oscar europei (qui la notizia).

La 33esima edizione degli European Film Awards con l’annuncio dei vincitori si terrà il 12 dicembre.

Sito Ufficiale: www.europeanfilmawards.eu

 

Annecy Cinéma Italien: fino al 27 settembre in Francia lo storico appuntamento dedicato al cinema italiano

Dai “Predatori” di Pietro Castellitto a “Punta Sacra” e “Faith”, tutti i titoli selezionati per la 38esima edizione

Annecy Cinéma Italien, il più importante appuntamento internazionale interamente dedicato al cinema italiano, torna dal 21 al 27 settembre con un’edizione ibrida – in programma nelle sale del capoluogo dell’Alta Savoia e online in tutta la Francia e in Svizzera grazie alla piattaforma streaming sviluppata in collaborazione con FestivalScope e Shift72 – che testimonia la volontà del festival di continuare a essere, pur tra le molte difficoltà di questi tempi incerti, ciò che è sempre stato nei suoi 38 anni di storia: il luogo privilegiato della conoscenza e della promozione del cinema italiano oltralpe.

“È stato un anno difficile, inutile nasconderlo – spiega il direttore artistico Francesco Giai Via – e ci troviamo oggi in uno strano limbo dove luoghi e gesti familiari si sovrappongono ad un nuovo mondo, dal quale vorremmo tutti uscire il prima possibile. Anche il cinema e il festival, da sempre per noi luoghi di incontro e condivisione, sono stati profondamente colpiti dalla crisi sanitaria. Questa 38esima edizione sarà per forza di cose diversa, ma sono certo che sapremo trovare ugualmente insieme quel calore e quell’atmosfera di curiosità e scoperta che anima il nostro lavoro e quello dei registi, interpreti e produttori che hanno deciso di supportarci e di condividere con noi un’avventura inedita”.

Sette le sezioni in cui si articola il programma, a cominciare dal Concorso dove, accanto a due titoli appena premiati all’ultima Mostra di Venezia come “Padrenostro” di Claudio Noce e “I Predatori” di Pietro Castellitto, trovano spazio opere spesso molto applaudite nei festival di tutto il mondo ma meno conosciute – se non del tutto inedite – per il pubblico italiano: “Faith” di Valentina Pedicini, “Palazzo di giustizia” di Chiara Bellosi, “L’Agnello” di Mario Piredda, “Rosa Pietra Stella” di Marcello Sannino, “Simple Women” di Chiara Malta e “Punta Sacra” di Francesca Mazzoleni. Un totale di otto film in perfetto equilibrio di genere, con cui il festival è felice di aderire agli obiettivi di 5050×2020. Ad assegnare i premi per il miglior film e la miglior regia sarà una giuria composta dalla giornalista Yael Hirsch e dai registi Beniamino Barrese e Gianluca e Massimiliano De Serio.

E ancora: la sezione Prima, che mostrerà in anteprima al pubblico alcuni titoli che arriveranno nelle sale francesi nei prossimi mesi, a cominciare dai film di apertura (“Volevo Nascondermi” di Giorgio Diritti) e di chiusura (“Notturno” di Gianfranco Rosi, preceduto dal cortometraggio d’esordio di Jasmine Trinca, “BMM – Being My Mom”), e poi “Tolo Tolo” di Checco Zalone, “Hammamet” di Gianni Amelio, “Figli” di Giuseppe Bonito, “Il mio corpo” di Michele Pennetta, “Spaccapietre” dei Fratelli De Serio.

Temi sociali e civili sono al centro dei due documentari che compongono la sezione Italiani Brava Gente, “Marco Polo” di Duccio Chiarini e “Fuori Tutto” di Gianluca Matarrese, mentre in Aci Giovani trovano spazio “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Stefano Cipani e “One More Jump” di Emanuele Gerosa.

Con Viaggio in Italia il festival apre invece una finestra speciale dedicata all’opera di Corso Salani, nel decimo anniversario della sua scomparsa, in collaborazione con l’Associazione Corso Salani, la Cinémathèque Suisse de Lausanne e Vivo film. Attore, sceneggiatore e soprattutto regista, Corso Salani, ancora poco conosciuto in Francia, è stato un precursore dell’autofiction cinematografica, capace di osservare e rielaborare la realtà con una forza poetica rara. Ad Annecy si vedranno due capitoli del ciclo “Confini d’Europa”, “Imatra”, Premio Speciale della Giuria a Locarno nel 2007, e “Yotvata”, e altri due titoli, il cortometraggio “Tracce” e “Mirna”.

Inoltre, in Viaggio in Italia – Au-delà des frontières anche gli ultimi lavori di due filmaker tra i più originali del panorama indipendente italiano, Fabrizio Ferraro e Luca Ferri, di cui saranno proiettati “Checkpoint Berlin” e “La casa dell’amore”.

Infine gli omaggi: ad Alberto Sordi e Federico Fellini, nel centenario delle nascite, con le proiezioni di “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini e “Le notti di Cabiria”.

Il manifesto del festival è stato realizzato da Emiliano Ponzi.

Annecy Cinéma Italien è organizzato da Bonlieu scène nationale, è realizzato grazie al sostegno delle istituzioni francesi: Annecy, Haute-Savoie le Département, la Région Auvergne-Rhône-Alpes, con il riconoscimento del MiBACT – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il sostegno di Istituto Luce Cinecittà, Rai Cinema, Istituto Italiano di Cultura Parigi, Ministero degli Affari Esteri, Istituto Italiano di Cultura Lione, Consolato Generale d’Italia Lione, con la collaborazione dell’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello.

Sito Ufficiale: https://annecycinemaitalien.com

 

 

 

Presentazione dei progetti Sky Original

Tra i titoli 2020/2021 la quinta e ultima stagione di “Gomorra”, la prima serie dei Fratelli D’Innocenzo, “Domina”, “Christian”, “Anna”, “Diavoli 2”, “Il Re”, “Alfredino”, “Speravo de morì prima”, “We Are Who We Are”, “Romulus”

Credit: Antonello&Montesi / Kasia Smutniak sul set di “Domina”

Milano, 22 settembre 2020 – Storie uniche, originali, interpretate dai volti più popolari e premiati del grande e piccolo schermo e raccontate da alcuni degli autori più apprezzati di cinema e tv. Ai blocchi di partenza le nuove storie targate Sky Original, su SkyNow Tv a partire dal prossimo anno. Crime, drama, comedy, produzioni di genere, storie ispirate a fatti di cronaca rimasti nella memoria storica dell’intero Paese: tutte all’insegna del talento, davanti e dietro la macchina da presa, e accomunate da una forza espressiva che fa di questi progetti storie in grado di arrivare a tutti.

Storie italiane pronte per il pubblico internazionale grazie a Sky Studios, l’hub pan-europeo di produzione e sviluppo nato poco più di un anno fa, attualmente al lavoro su oltre 50 progetti scripted targati Sky Original e attraverso cui Sky si è impegnata a raddoppiare, da qui al 2024, il proprio investimento in titoli originali.

Sono appena partite le riprese di “Alfredino – Una storia italiana”, con Anna Foglietta nei panni di Franca Rampi, madre del piccolo Alfredo, caduto in un pozzo artesiano a Vermicino, nel 1981, e rimasto nel cuore e nella memoria di tutti anche grazie a una – per quei tempi – inedita copertura mediatica.

Come annunciato pochi giorni fa, primo ciak fra la fine del 2020 e l’inizio del nuovo anno per “Il Re”, il primo prison drama italiano con Luca Zingaretti in un ruolo oscuro e controverso, quello del direttore di un carcere di frontiera dove non vige alcuna legge al di fuori della sua.

Riprese al via a ottobre per “Ridatemi mia moglie”, comedy che riunisce, per la prima volta in tv dopo tanti successi al box office, Fabio De Luigi e Alessandro Genovesi, davanti e dietro la macchina da presa dell’adattamento della produzione BBC “I Want My Wife Back”.

Una storia originale è “Christian”, racconto di genere fra sovrannaturale e supereroistico, con Edoardo Pesce nei panni dello scagnozzo di un boss della Roma di periferia. Christian “mena le mani”, fino a quando un giorno non prenderanno a fargli male e a sanguinare: sono stimmate, con cui farà miracoli.

Produzioni che vanno ad arricchire ulteriormente la line-up dei titoli Sky Original annunciati negli ultimi mesi: la prima serie tv dei visionari e talentuosi Fratelli D’Innocenzo, attualmente in fase di scrittura, che sarà la prima in-house production Sky Studios per l’Italia (composta da 6 episodi), seguita da “Blocco 181”, ambientata tra le comunità multietniche della Milano di periferia, con un artista come Salmo produttore creativo e musicale nonché attore; “Anna”, la seconda serie tv per Sky (dopo il successo di “Il Miracolo”) di Niccolò Ammaniti, le cui riprese si concluderanno a giorni; “Domina” con Kasia Smutniak, protagonista di un dramma storico più attuale che mai nonostante l’ambientazione nell’Antica Roma, con Isabella Rossellini e Liam Cunningham e un cast internazionale; “Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti” con Pietro Castellitto – appena premiato a Venezia 77 nella sezione Orizzonti per la miglior sceneggiatura del film “I Predatori”, suo esordio alla regia – nei panni del leggendario numero 10 della Roma.

E ancora “A Casa Tutti Bene”, la prima serie tv firmata da Gabriele Muccino, reboot dell’omonimo film campione d’incassi del regista; l’attesa quinta e ultima stagione di “Gomorra”, con il ritorno in scena di Marco D’Amore nei panni di Ciro, L’Immortale, di nuovo accanto a Genny (Salvatore Esposito), nel cast insieme ad Arturo Muselli nei panni di Enzo Sangue Blu e Ivana Lotito in quelli di Azzurra Avitabile. Dopo il successo della prima stagione, sono attualmente in fase di scrittura i nuovi episodi di “Diavoli”, il thriller finanziario con Alessandro Borghi, Kasia Smutniak e Patrick Dempsey (inizio riprese previsto per l’anno prossimo).

Se queste sono le serie Sky Original in arrivo a partire dal prossimo anno, gli ultimi mesi del 2020 saranno all’insegna di produzioni firmate da grandi autori: “We Are Who We Are” di Luca Guadagnino, una storia sui misteri dell’adolescenza e sulla ricerca dell’identità, già acclamata dalla critica americana, ambientata in una base militare americana in Italia, dal 9 ottobre su Sky e Now Tv; “Romulus”, creata e diretta da Matteo Rovere che fra storia e leggenda ricostruisce il mito fondativo della nascita di Roma, in programma a novembre, con protagonisti Andrea Arcangeli, Marianna Fontana e Francesco Di Napoli.

Prossimamente su Sky anche “Cops – Una banda di poliziotti” di Luca Miniero e il ritorno di “Barlume”, per due nuove storie – ancora dirette da Roan Johnson – che vedono il ritorno di tutto il cast, da Filippo Timi, Lucia Mascino e Alessandro Benvenuti fino a Enrica Guidi, Stefano Fresi, Corrado Guzzanti.

Oltre alle produzioni italiane, Sky continua a produrre sempre più contenuti in tutti i Paesi in cui è presente: gli Studios raddoppieranno il numero di Original tedesche, fra queste le nuove “Funeral for A Dog”, “Ich und die Anderen” e “Souls” nonché il documentario sullo scandalo Wirecard. Ma anche le produzioni Sky Original inglesi, come l’imminente “The Third Day” (su Sky e Now Tv dal 19 ottobre) con Jude Law e Naomie Harris, la prossima “Intergalactic”, o le nuove stagioni di “Britannia”, “Code 404” o “A Discovery of Witches – Il manoscritto delle streghe”.

 

 

Pietro Castellitto nella prima foto ufficiale di “Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti”

Le riprese sono in corso a Roma. La serie arriverà su Sky e Now Tv nel 2021. 

Credit: Fabio Zayed / Pietro Castellitto

Milano/Roma, 22 settembre 2020 – Rilasciata oggi, nell’ambito della presentazione dei nuovi progetti Sky Original, la prima foto ufficiale di Pietro Castellitto – premiato alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia nella sezione Orizzonti per la migliore sceneggiatura del film “I Predatori”, sua opera prima – nei panni di Francesco Totti in “Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti”.

Diretta da Luca Ribuoli, una serie originale Sky prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life CompanyKwaï, tratta dall’opera “Un Capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò, edita da (Rizzoli Libri spa). Fremantle è il distributore internazionale.

La serie è scritta da Stefano BisesMichele Astori e Maurizio Careddu.

“Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti” sarà un racconto in sei episodi sugli ultimi due anni di carriera del leggendario numero 10 della Roma, la fine del suo lungo percorso con la maglia giallorossa, rimasta sempre la stessa per 27 anni, un uomo divenuto con gli anni simbolo e bandiera di un’intera città, e non solo. Un dramedy che unirà l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato nel complesso periodo prima del ritiro – includendo le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera – e la vita privata di un uomo coraggioso e semplice, autoironico e romanissimo, legato da sempre alla sua città e al calcio.

Pietro Castellitto è Francesco Totti. Nel cast anche Greta Scarano è Ilary Blasi, sua moglie; Monica Guerritore è la madre di Francesco Totti, Fiorella; Gianmarco Tognazzi è Luciano Spalletti, ultimo allenatore della sua carriera; Giorgio Colangeli è il padre di Totti; Primo Reggiani nel ruolo di Giancarlo Pantano; Alessandro Bardani nel ruolo di Angelo Marrozzini; Gabriel Montesi e Marco Rossetti sono rispettivamente Antonio Cassano e Daniele De Rossi; Eugenia Costantini e Federico Tocci interpretano i genitori di Totti da giovani. Casting curato da Francesco Vedovati, Barbara Giordani e Mara Veneziano.

Le riprese sono in corso a Roma. La serie arriverà su Sky e Now Tv nel 2021.

 

Festa del Cinema di Roma: Sidney Poitier e Paul Newman protagonisti dell’immagine ufficiale della quindicesima edizione

Una foto scattata in occasione delle riprese di “Paris Blues” di Martin Ritt

Sidney Poitier e Paul Newman sono i protagonisti dell’immagine ufficiale della quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 15 al 25 ottobre 2020 presso l’Auditorium Parco della Musica con la direzione artistica di Antonio Monda, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Laura Delli Colli, direttore generale Francesca Via.

La foto, scattata in occasione delle riprese di “Paris Blues” di Martin Ritt (1961), film candidato all’Oscar® per la miglior colonna sonora firmata da Duke Ellington, rappresenta un omaggio a due icone della storia del cinema. Il senso di complicità, la gioia di stare insieme, la condivisione delle esperienze, il valore della collaborazione umana e artistica sono il beat della Festa del Cinema 2020.

“Ho fortemente voluto questa immagine per la quindicesima edizione – ha detto Antonio Monda – È una foto che celebra il glamour del grande cinema, l’idea di festa che ho cercato di comunicare sin dalla prima edizione che ho avuto il privilegio di dirigere e, mai come in questo periodo, il senso di comunione e amore interraziale”.

Sito Ufficiale: www.romacinemafest.it

 

 

Da Venezia a Roma: “Isola” di Elisa Fuksas domani al Cinema Farnese 

Un racconto sincero della regista e la scoperta della malattia. Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 77.

ph: Elisa Fuksas / Isola

“Isola”, il nuovo film di Elisa Fuksas presentato con successo alle Giornate degli Autori della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, nella sezione “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori”, sarà proiettato in occasione di Da Venezia a Roma al Cinema Farnese martedì 22 settembre alle 17.30 alla presenza della regista Elisa Fukas, della montatrice Natalie Cristiani e di Gaia Furrer, responsabile della direzione artistica delle Giornate. A introdurre al pubblico la proiezione Antonio Pezzuto, consulente per i documentari delle Giornate degli Autori.

“Isola”, tra un video selfie e il telefono che a volte non sta fermo, è un’autobiografia sincera e spiazzante in cui il volto della regista ricorre in quasi tutte le inquadrature mentre racconta la scoperta della malattia e il modo di affrontarla, proprio quando tutto il mondo è costretto in casa dalla pandemia. Accompagnata dal suo cane Stella, e dalle immagini catturate col cellulare che rendono l’immediatezza del racconto. Come un antidoto alla paura e alla solitudine che ci riporta, con dolente ironia, la scoperta della malattia e quella di un’amica ritrovata. Accadimenti privati che diventano il pretesto per raccontarsi a se stessa e al mondo.

Il film ha anche un prequel nel libro “Ama e fai quello che vuoi”, uscito il 3 settembre con Marsilio. Si tratta del terzo romanzo dell’autrice nel quale lei stessa stimolata dalla proposta di matrimonio del suo fidanzato, scopre la fede e decide di battezzarsi. Film e libro insieme sono dei viaggi: uno letterario e uno cinematografico.

“Isola” è scritto e realizzato da Elisa Fuksas. Una produzione Indiana Production in collaborazione con Rai Cinema. Prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli.


 

TRAILER – ISOLA

Link YouTube

 


 

I vincitori del Sicilia Queer 2020

ph: NEGRUM3

Si è concluso Sicilia Queer 2020 International New Visions FilmFest a Palermo.

La giuria internazionale – composta dall’italiano Ernesto Tomasini (attore, musicista, artista e performer), dalla svizzera Jasmin Basic (storica del cinema, selezionatrice e produttrice), dalla spagnola Nuria Cubas (direttrice artistica Filmadrid), dal francese Michaël Dacheux (regista) e dall’austriaco Dietmar Schwärzler (distributore, curatore e scrittore) – assegna il premio per il miglior lungometraggio della sezione Nuove Visioni a “Ne croyez surtout pas que je hurle” di Frank Beauvais (Francia, 2019) e una menzione speciale a “Felix in Wonderland” di Marie Losier (Francia/Germania, 2019).

La stessa giuria conferisce il premio per il miglior cortometraggio della sezione Queer Short a “A Mordida” di Pedro Neves Marques (Portogallo/Brasile, 2020) e la menzione speciale a “Erwin” di Jan Soldat (Germania/Austria, 2020). La giuria del Palermo Pride premia ex aequo i cortometraggi “Carne” di Camila Kater (Brasile/Spagna, 2019) e “NEGRUM3” di Diego Paulino (Brasile, 2018).

Sito Ufficiale: www.siciliaqueerfilmfest.it

 

 

SalinaDocFest a Roma, ecco i vincitori

“Movida” è il miglior documentario. La Giuria Studenti premia “Il Caso Braibanti”. Menzione Speciale a “One More Jump”.

ph: Movida

Grande successo all’Orto Botanico per l’anteprima romana del SalinaDocFest, il Festival del Documentario Narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani. Con l’annuncio dei vincitori si chiude la XIV edizione del SalinaDocFest a Roma.

La Giuria, composta da Richard Copans (Les Film d’Ici), Catherine Bizern (Cinéma du Réel) e Jasmine Trinca (presidente), ha conferito il Premio Tasca D’Oro per il miglior documentario a “Movida” di Alessandro Padovani. La Giuria nell’attribuire il premio si è così espressa: “Il film racconta molte storie… Quella di una donna nata sotto un albero, quella dei ragazzi che fanno della montagna il loro campo di gioco, quella degli adolescenti che dubitano del loro posto nel mondo, ma che sono legati da un’incrollabile amicizia, di quelle che uniscono dall’infanzia. Davanti alla camera del regista la giovinezza è eroica e lo spazio è propizio al racconto. Il film esita tra finzione e documentario ma Alessandro Padovani si assume il rischio del romanticismo e sviluppa una messa in scena che ci permette di condividere con i protagonisti del film un momento di grazia. Per tutte queste ragioni abbiamo scelto di assegnare il premio al film Movida”.

I giurati hanno inoltre assegnato una Menzione Speciale a “One More Jump” di Emanuele Gerosa con la seguente motivazione: “Tutti e tre noi giurati abbiamo molto amato questo film al quale abbiamo deciso di assegnare la menzione. Ci ha colpito di questo film il modo nel quale racconta sia la terra di Gaza distrutta e sotto il giogo di Israele, sia la libertà, l’energia e il desiderio di vivere di una giovinezza palestinese intrepida e fiera, qui incarnata da Jehad e dai suoi amici. Filmare i corpi di questi giovani uomini e bambini che corrono e saltano è una sfida alla pesantezza e alla prigionia. Questi ragazzi che si prendono cura di insegnare ai più giovani sembrano avere il controllo della loro vita, della loro storia e affermano la loro libertà anche se sognano di partire. Il film fa dialogare la vita di Jehad con quella del suo amico e mentore esiliato a Firenze, che una volta partito non è più in grado di controllare niente. Qui la metafora del parkour a Gaza si dissolve e il film rovescia l’immaginario dello spettatore”.

Il Premio Signum 2020 della Giuria Studenti va a “Il Caso Braibanti” di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, presentato in anteprima romana. Ad assegnare il premio gli alunni del Liceo Classico “Maria Adelaide” di Palermo e dell’Istituto “Isa Conti Eller Vainicher” di Lipari “Per aver rappresentato una problematica ancora oggi drammaticamente attuale, attraverso immagini suggestive ed eloquenti. Per aver dato voce e visibilità a idee forti e autentiche, promuovendo la centralità dell’individuo e il valore della dignità umana. Per aver raccontato con linguaggio diretto ed efficace una storia emozionante e coinvolgente del passato destinata a migliorare il nostro futuro. Per aver messo in luce il cattivo funzionamento della giustizia, talvolta parziale e influenzata da pregiudizi. Per aver messo in risalto la figura critica dell’intellettuale all’interno della società, conformista e omologata”.

Il Premio Sicilia Turismo e Innovazione, consegnato dal Presidente della Banca del Fucino Mauro Masi, va agli imprenditori Luciano Basile e Dario Mirri.

Il Premio Irritec 2020 del SalinaDocFest XIV “L’età giovane delle donne” va a Jasmine Trinca, presidente di Giuria del festival. Un premio voluto fortemente da Giulia Giuffrè, Sustainability Ambassador e Direttore Marketing del Gruppo Irritec, imprenditrice attenta all’eccellenza declinata al femminile. Il Premio va a Jasmine Trinca “per essere rappresentante e interprete del cinema italiano di qualità nel mondo e per il suo impegno attivo nella lotta alle disparità di genere nei luoghi di lavoro”.

Il Premio Mandrarossa Sicilia DOC, consegnato da Giuseppe Molinari, Brand Ambassador dell’Azienda “Mandrarossa – La Sicilia che non ti aspetti”, va a Pif: “Grazie a Pif, alla sua passione per il racconto della nostra terra, per la sua raffinata ironia sui luoghi comuni legati alla personalità dei siciliani. Per questo Mandrarossa ha voluto riconoscere il valore della sua attività artistica, grazie alla quale contribuisce a diffondere l’immagine di una Sicilia che sa anche ridere dei suoi difetti”.

Il SalinaDocFest, diretto da Giovanna Taviani, è realizzato con il sostegno di Banca del Fucino – Gruppo Bancario Igea Banca, è entrato nel 2011 nel Calendario dei Grandi Eventi della Regione Sicilia, nel 2019 è stato realizzato con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – MiBACT, con il contributo della Regione Siciliana, Assessorato Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del progetto “Sensi Contemporanei”, con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Sito Ufficiale: www.salinadocfest.it

 

 

Jasmine Trinca, Alba Rohrwacher e Paul Haggis al TIMvision Floating Theatre

Ecco il programma e gli ospiti della settimana all’arena cinematografica galleggiante di Alice nella Città

Credit: Getty Images / Jasmine Trinca e Alba Rohrwacher

Roma, 21 settembre 2020 – Stasera, lunedì 21 settembre alle 21.00, il TIMvision Floating Theatre, ideato da Alice nella Città, proietterà “Tenet”, l’ultimo film di Christopher Nolan.

Martedì 22 settembre alle 21.00 la serata si aprirà con la proiezione del cortometraggio d’esordio alla regia di Jasmine Trinca, appena presentato alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, nella sezione Orizzonti, “BMM – Being My Mom”, omaggio dell’attrice alla propria madre che le ha insegnato a “non essere in vendita mai”. Undici intensi minuti per raccontare una madre e una figlia che camminano senza sosta trascinando una grande valigia in una Roma deserta e torrida. Per l’introduzione saranno presenti la neoregista Jasmine Trinca e la sua protagonista Alba Rohrwacher, oltre a Francesca Manieri (autrice insieme a Jasmine del soggetto e della sceneggiatura del corto) e a Olivia Musini (produttrice del corto per Cinema Undici). A seguire la seconda proiezione di “Tenet”.

Mercoledì 23 settembre alle 21.00 sarà la volta della commedia “Bangla” di Phaim Bhuiyan che sarà introdotta dallo stesso regista romano di Torpignattara ma originario del Bangladesh e dal suo cast con la collaborazione di Piera Detassis (Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello). Il film si è aggiudicato il Nastro d’Argento come miglior commedia, il Globo d’Oro come miglior opera prima e il David di Donatello al miglior regista esordiente.

Giovedì 24 settembre alle 21.00 la proiezione di “La forma dell’acqua – The Shape of Water” di Guillermo Del Toro. Premio Oscar nel 2018 per il miglior film, miglior regista, miglior scenografia e miglior colonna sonora firmata da Alexandre Desplat.

Venerdì 25 settembre alle 20.30 si svolgerà l’anteprima dell’applaudito film-documentario “Paolo Conte, via con me” di Giorgio Verdelli, appena presentato come evento a Venezia 77 e dedicato all’enigmatico, ironico e aristocratico cantautore astigiano. Il regista e grande esperto di musica Giorgio Verdelli sarà presente al Floating Theatre per introdurre questo suo nuovo lavoro insieme al cast.

Paul Haggis sarà l’ospite d’onore sabato 26 settembre alle 20.30 per l’ultimo fine settimana di programmazione dell’arena galleggiante. Il grande regista, sceneggiatore, produttore cinematografico canadese dialogherà con il pubblico prima della proiezione del suo capolavoro “Crash – Contatto Fisico”, vincitore dell’Oscar per il miglior film e per la miglior sceneggiatura originale e anche del David di Donatello per il miglior film straniero.

Domenica 27 settembre alle 20.30, per l’ultima serata del TIMvision Floating Theatre, la proiezione del documentario “Life is a B-Movie” per la regia di Fabrizio LaurentiNiccolò Vivarelli che saranno presenti per introdurlo.

Il TIMvision Floating Theatre ha una capienza di 150 posti con audio diffuso con cuffie wireless e fa parte del progetto Moviement Village ed è realizzata in collaborazione con il Cinema Caravaggio. Il Floating Theatre è ideato e organizzato da Alice nella Città in collaborazione con Eur Spa. Grazie a MiBACT e Regione Lazio e con il patrocinio del XI Municipio. Main sponsor: TIMvision. Partner sponsor: Poste italiane, Acea spa, Campari. In collaborazione con Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Moviement Village e Cinema Caravaggio. Cultural partner: Fondazione Cinema per Roma e Casa del Cinema. Con il supporto di Armosia. Mobility partner: Zero Cento Food e beverage Giolitti.

Per il programma completo:
www.floatingtheatre.it
www.alicenellacitta.com

 

 

Le serie HBO trasmesse in Italia su Sky trionfano agli Emmy Award 2020

A “Watchmen” con Regina King ben 11 riconoscimenti. A 24 anni Zendaya con “Euphoria” è la più giovane attrice ad essere premiata agli Oscar tv.

ph: Zendaya in “Euphoria”

Milano, 21 settembre 2020 – Sono numerose le serie su Sky ad essere state premiate la scorsa notte a Los Angeles, nella serata degli Emmy Award 2020, gli Oscar della televisione, che anche per questa 72esima edizione hanno visto le serie HBO primeggiare nella classifica dei network americani.

La serie più premiata in assoluto è stata “Watchmen” – su Sky lo scorso anno in contemporanea con gli USA e attualmente disponibile on demand su Sky e in streaming su Now Tv – che ha portato a casa ben 11 Emmy. La miniserie di Damon Lindelof che adatta e va oltre la graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons, ha vinto nella categoria miglior miniserie, miglior attrice protagonista con Regina King, oltre a miglior sceneggiatura, miglior attore non protagonista a Yahya Abdul-Mateen II, miglior colonna sonora (a Trent Reznor e Atticus Ross).

Sono 7 i premi totali, più quello più ambito (miglior serie drammatica), che vanno a “Succession”, la cinica e sarcastica finestra sul mondo dei super-ricchi con Brian Cox e Jeremy Strong. Le due stagioni della serie sono disponibili on demand su Sky e in streaming su Now Tv.

Tra gli altri premi vinti ieri sera spicca quello per la miglior regia di Andrij Parekh, la miglior sceneggiatura di Jesse Armstrong e il premio per il miglior attore protagonista in un drama a Jeremy Strong.

Tra gli altri titoli premiati, da ricordare Zendaya, premiata come miglior attrice protagonista in una serie drama per la sua interpretazione di Rue in “Euphoria”, la serie HBO che racconta in modo diretto e senza filtri il controverso mondo in cui vive un gruppo di adolescenti, disponibile on demand su Sky e in streaming su Now Tv. A 24 anni Zendaya è la più giovane attrice ad essere premiata agli Emmy.

Mark Ruffalo ha invece trionfato nella categoria miglior attore protagonista in una miniserie per il doppio ruolo dei gemelli Thomas e Dominick Birdsey in “Un volto, due destini – I Know This Much Is True”, serie HBO attesa al debutto domani alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv.

L’Emmy come miglior film per la tv è andato invece a “Bad Education”, biopic con protagonista Hugh Jackman, ispirato a una frode realmente avvenuta che ha coinvolto un sovrintendente in un distretto scolastico americano. Il film sarà trasmesso in prima tv mercoledì 23 settembre alle 21.15 su Sky Cinema Due e in streaming su Now Tv.

Un riconoscimento anche per “Insecure” (le tre stagioni disponibili on demand su Sky e in streaming su Now Tv), che ha vinto per il miglior single-camera picture editing in una serie comedy.

 

 

“Nomadland” vince il Toronto International Film Festival 2020

Dopo il Leone d’Oro a Venezia 77, al film di Chloé Zhao con Frances McDormand il People’s Choice Award

Credit courtesy Searchlight Pictures / Frances McDormand in “Nomadland”

Dopo aver vinto il Leone d’Oro per il miglior film alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, “Nomadland” di Chloé Zhao, con la straordinaria Frances McDormand, conquista anche la 45esima edizione del TIFF – Toronto International Film Festival, che assegna oggi i suoi riconoscimenti ufficiali basandosi sulle votazioni del pubblico.

Tra i titoli già favoriti nella corsa agli Oscar 2021, “Nomadland” vince il premio principale del festival, il People’s Choice Award. Al secondo posto si è classificato un altro titolo passato a Venezia 77 (Fuori Concorso), “One Night in Miami”, debutto alla regia di Regina King, e al terzo “Beans” di Tracey Deer.

A dominare quest’anno a Toronto sono opere firmate da registe. Il riconoscimento per il miglior documentario è andato a “Inconvenient Indian” di Michelle Latimer. Mentre il TIFF 2020 People’s Choice riservato a un film della sezione Midnight Madness è stato assegnato a “Shadow in the Cloud” di Roseanne Liang. Fra gli altri riconoscimenti, il Shawn Mendes Foundation Changemaker Award al corto “Black Bodies” di Kelly Fyffe-Marshall.

Sito Ufficiale: https://tiff.net

 

 

“We Are Who We Are” conquista la stampa e i social in America  

La serie Sky-HBO del candidato all’Oscar Luca Guadagnino debutterà in Italia 9 ottobre su Sky e in streaming su Now Tv

ph: Jack Dylan Grazer e Jordan Kristine Seamón in “We Are Who We Are”

“We Are Who We Are”, la serie SkyHBO del candidato all’Oscar Luca Guadagnino, è stata presentata oggi in anteprima mondiale al San Sebastián International Film Festival (18-26 settembre 2020).

Prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment e da Mario Gianani per Wildside, entrambe parte del gruppo Fremantle, con Small Forward, “We Are Who We Are” ha debuttato con il primo episodio il 14 settembre negli Stati Uniti su HBO, risultando da subito la serie tv alla prima stagione in assoluto “più social” dell’anno, con più di 255k interazioni totali su Facebook, Instagram e Twitter registrate durante la messa in onda della prima puntata, nonché la premiere più chiacchierata dell’anno sui social network e su tutte le tv via cavo.

E conquistando la critica statunitense. Per il New York Times “We Are Who We Are è un affresco vivente e finemente dettagliato di libido e intossicazione, con protagonisti degli adolescenti che abitano i loro corpi come se fossero regali di compleanno appena scartati”. Per Vanity Fair “mozzafiato”. Per Rolling Stone “sbalorditiva, a dir poco bellissima”. Il Los Angeles Times non ha dubbi: “We Are Who We Are è la serie tv perfetta per celebrare la fine di un’estate perduta. Una delle serie più belle dell’anno”. Gli fa eco IndieWire, che la definisce “l’ossessione di fine estate”. Il New York Magazine scrive: “Non è una serie tv tradizionale. È poesia. È una fotografia di un momento nel tempo. Ogni episodio è un invito a sedersi all’interno di quei versi e immagini e ad apprezzarli, senza giudizio”. Per The Ringer “non abbiamo mai visto una serie per adolescenti come We Are Who We Are” che, secondo Variety, “cattura la spontaneità ribelle degli adolescenti”. Per Entertainment Weekly “We Are Who We Are è per lo più vibrazioni, ma che vibrazioni!”.

“We Are Who We Are” debutterà in Italia 9 ottobre su Sky e in streaming su Now Tv.

“We Are Who We Are” è una coproduzione Sky Original, coprodotta da Sky e HBOLuca Guadagnino è lo showrunner, produttore esecutivo, sceneggiatore e regista; la serie è prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment e Mario Gianani per Wildside, entrambe del gruppo Fremantle, con Small Forward, insieme a Guadagnino, Elena Recchia, Nick Hall, Sean Conway e Francesco Melzi D’Eril; è scritta da Paolo Giordano e Francesca Manieri insieme a Guadagnino. Distributore internazionale: Fremantle.

Il cast: Jack Dylan Grazer, Chloë Sevigny, Alice Braga, Tom Mercier, Jordan Kristine Seamón, Spence Moore II, Scott Mescudi, Kid Cudi, Faith AlabiFrancesca ScorseseCorey Knight, Ben Taylor, Sebastiano Pigazzi, Beatrice Barichella, Vittoria Bottin.

 

 

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