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“Venezuela, la maledizione del petrolio”, proiezione speciale in Francia

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In concorso al FIGRA – Festival Internazionale di Grandi Reportage e Documentari su società

Il documentario “Venezuela, la maledizione del petrolio”, diretto da Emiliano Sacchetti, sarà proiettato in Francia venerdì 13 marzo alle ore 10.00, presso la Sala Maurice Ravel del Palazzo dei Congressi di Le Touquet-Paris-Plage, nell’ambito del FIGRA – Festival Internazionale di Grandi Reportage e Documentari su società.

Il film sarà presentato nella selezione ufficiale del Concorso Internazionale per lavori oltre i 40′ e verrà proiettato per il pubblico alla presenza della Giuria, seguito da un incontro con la produttrice, che concorre anche al Premio Arnaud Hamelin, riconoscimento conferito al produttore che maggiormente incarna i valori difesi dal celebre fondatore del festival: tenacità, coraggio, curiosità internazionale e soprattutto indipendenza dai poteri politici, economici o mediatici.

“Venezuela, la maledizione del petrolio” si avvale della fotografia di Marco Pasquini, della presa diretta di Juan Manuel Lopéz Moreno, del montaggio di Carlotta Marrucci e della consulenza giornalistica di Giulia De Luca.

Questa la sinossi ufficiale:

Il futuro del Venezuela è appeso ad un filo. A vent’anni dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, uno dei paesi più ricchi del Cono Sur è al centro di una crisi umanitaria senza precedenti per la regione: stritolato tra corruzione e povertà, sanzioni economiche e iperinflazione, è sull’orlo della guerra civile.

“Venezuela, la maledizione del petrolio” è un documentario che racconta l’hic et nunc di un Paese in caduta libera, un emblematico case-study di geopolitica internazionale in cui Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa stanno misurandosi in nome del petrolio. Il film ci porta nelle strade di Caracas, lungo la frontiera con la Colombia e in alcuni dei barrios più violenti al mondo, intrecciando storie di venezuelani che sono stati costretti a partire (o che si rifiutano di andarsene) con quelle dei principali attori politici, economici e sociali del panorama internazionale.

Attraverso testimonianze e pareri di esperti del settore, il documentario ripercorre le tappe dell’attuale crisi venezuelana, alimentata da una cattiva gestione della ricchezza petrolifera e dagli scontri politici in atto tra il governo in carica e l’opposizione. Mentre le superpotenze mondiali si schierano al fianco di Maduro o di Guaidó, seguendo i propri interessi personali, è il popolo venezuelano a fare le spese dei diversi giochi di potere in atto, in una crisi umanitaria senza precedenti.

“Venezuela, la maledizione del petrolio” cerca di fare il punto su una di quelle che Galeano definì “las venas abiertas de América Latina”. Prima che la situazione precipiti.

“Venezuela, la maledizione del petrolio” è prodotto da Gioia Avvantaggiato per GA&A Productions, in coproduzione con Gruppe5/ZDF e in associazione con ARTE, RTS, SVT, NRK.

 

 

“Parasite”: Martin Scorsese scrive una lettera a Bong Joon-ho

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Dopo la vittoria agli Oscar, “Hai fatto bene. Ora riposa. Ma non riposare troppo a lungo”

Credit: Shutterstock

Bong Joon-ho ha fatto la storia quest’anno agli Oscar 2020 con “Parasite”, il primo lungometraggio sudcoreano a competere e conquistare la statuetta e il primo film in lingua straniera a vincere il massimo riconoscimento. Bong ha anche raccolto premi per la miglior sceneggiatura originale, il miglior regista e il miglior film internazionale. In totale quattro Oscar pesantissimi.

Dopo il trionfo agli Academy Awards, Bong Joon-ho ha ricevuto una lettera personale da Martin Scorsese. Il regista di “Parasite” ha rivelato in una recente conferenza stampa in Corea del Sud che Scorsese gli ha inviato un biglietto per congratularsi con lui per le sua vittoria agli Oscar.

“Questa mattina ho ricevuto una lettera da Martin Scorsese – ha rivelato il regista sudcoreano – Non posso dirvi cosa c’era scritto in dettaglio perché è una cosa personale. Ma verso la fine ha scritto: ‘Hai fatto bene. Adesso riposa. Ma non riposare troppo a lungo’. Ha poi continuato dicendo come lui e gli altri registi siano in attesa di vedere il mio prossimo film”.

 

Berlinale 2020, Luca Marinelli: “È un onore per me essere in giuria”

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Al via oggi la 70esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino

Credit: Getty Images

“Amo ogni tipo di film, l’importante è che sia bello. Mi ricordo però uno dei primi che ho visto, ‘ET’. Ero sul divano con mia madre e ho avuto paura. Ero piccolo, non avevo più di sei anni, ma alla fine l’ho amato. È un onore per me essere in giuria. Vivo qui, Berlino è la mia città. Ricordo la mia prima Berlinale: ero allora un semplice spettatore ma già la sensazione di esserci era fantastica. Sono poi tornato come ‘Shooting Stars’ e ora eccomi in giuria. È una cosa fantastica”.

Luca Marinelli è tra i membri della giuria internazionale della 70esima edizione della Berlinale, Festival Internazionale del Cinema di Berlino (20 febbraio – 1 marzo 2020), insieme a Jeremy Irons (presidente di giuria), all’attrice Bérénice Bejo (Argentina/Francia), alla produttrice Bettina Brokemper (Germania), alla regista Annemarie Jacir (Palestina), al drammaturgo e regista Kenneth Lonergan (USA) e al critico e regista Kleber Mendonça Filho (Brasile). La giuria decreterà i vincitori degli Orsi d’Oro e d’Argento della Berlinale 2020. In concorso 18 film.

 

 

EFA, IDFA e IFFR chiedono il rilascio di Deng Chuanbin

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Il regista cinese noto anche come Huang, documentarista indipendente arrestato il 17 maggio 2019

Berlino, 20 febbraio 2020 – La European Film Academy, insieme all’International Documentary Film Festival Amsterdam e all’International Film Festival Rotterdam, chiede l’immediato rilascio del cineasta cinese Deng Chuanbin (noto anche come Huang Huang).

Huang Huang, un documentarista indipendente che vive nella provincia di Sichuan Province, è stato arrestato dalle autorità cinesi il 17 maggio 2019. Quella mattina Huang aveva twittato un meme politico che faceva riferimento alle proteste di Piazza Tienanmen, avvenute il 4 giugno 1989.

Con il suo lavoro, ha toccato spesso problematiche legate ai diritti umani collaborando con numerosi attivisti. Prima della sua attuale detenzione, Huang aveva subito diverse intimidazioni da parte delle autorità cinesi, per esempio nel 2015, quando gli fu impedito di andare a Ginevra per partecipare ad un seminario sui diritti umani: un atto di rappresaglia da parte dello stato contro i suoi sforzi per impegnarsi con gli organismi delle Nazioni Unite a favore dei diritti umani.

“Condanniamo con fermezza l’arresto dell’amico filmmaker Huang Huang, per avere presumibilmente twittato una foto che le autorità cinesi hanno ritenuto discutibile – dichiara Mike Downey, presidente del Board della European Film Acadaemy – La sua detenzione è una evidente violazione dei diritti umani e del fondamentale diritto alla libertà di espressione. Questa repressione nei riguardi di artisti come Huang è assolutamente inaccettabile e chiediamo alle autorità competenti il suo immediato rilascio. Le misure ampie ed estreme adottate dal governo cinese per mettere a tacere le voci degli artisti che tentano di commemorare la protesta di Piazza Tienanmen – in questo caso, facendo riferimento a un meme sulla storica data – vanno ben oltre i limiti di ogni rispetto per i diritti umani”.

La European Film Academy, l’International Documentary Film Festival Amsterdam – IDFA e l’International Film Festival Rotterdam – IFFR chiedono il rilascio immediato e incondizionato di Huang Huang e si appellano a tutti i festival, al mondo del cinema e a tutti gli artisti perché facciano lo stesso.

 

 

“La Concessione del Telefono” di Camilleri, evento al cinema il 17 e 18 marzo e dopo su Rai 1

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Un film diretto da Roan Johnson con Alessio Vassallo, Thomas Trabacchi, Federica De Cola, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Corrado Guzzanti e Fabrizio Bentivoglio

Credit: Paolo Ciriello / Alessio Vassallo, Fabrizio Bentivoglio e Roan Johnson

“Nell’estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia”. (Andrea Camilleri)

Arriva per la prima volta al cinema “La Concessione del Telefono”, il nuovo film della collection evento “C’era una volta Vigata”, uno dei capolavori di ironia di Andrea Camilleri, tratto dall’omonimo romanzo edito da Sellerio.

“La Concessione del Telefono”, diretto da Roan Johnson e interpretato da Alessio Vassallo, Thomas Trabacchi, Federica De Cola, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Corrado Guzzanti, con la partecipazione di Fabrizio Bentivoglio, sarà nelle sale italiane per un’anteprima esclusiva solo il 17 e 18 marzo (elenco cinema a breve su www.nexodigital.it) e prossimamente su Rai 1.

La storia racconta di Pippo Genuardi, nato a Vigàta il 3 settembre 1856 e commerciante di legnami. Ma sia chiaro: quella non è la sua occupazione maggiore, anzi, potremmo dire che il suo vero talento è quello di cacciarsi nei guai. Spiantato, ironico, amante delle donne e della tecnologia, Pippo sembrerebbe aver messo la testa a posto sposando Taninè Schilirò, figlia dell’uomo più ricco di Vigàta, ma il nostro protagonista è un uomo che non si accontenta mai. E così spedendo tre lettere al Prefetto Marascianno (un napoletano paranoico e complottista) mette in moto un meccanismo che lo porterà a trovarsi sotto due fuochi incrociati: lo Stato, che pensa di avere a che fare con un pericoloso sovversivo, e l’uomo “di rispetto” Don Lollò, che inizia a credere che il Genuardi lo stia prendendo per fesso. A tenerlo d’occhio il Questore Monterchi, venuto dal Nord, che osserverà sgomento e impotente il folle concatenarsi degli eventi.

“La Concessione del Telefono”, una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction, sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.


 

Il trailer ufficiale:

Link YouTube

 


 

Il poster ufficiale:

 


 

 

 

Milano Film Festival 2020, al via le iscrizioni per il Concorso Internazionale Lungometraggi e Cortometraggi

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Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla selezione del Concorso Internazionale Lungometraggi e del Concorso Internazionale Cortometraggi della 25esima edizione del Milano Film Festival. Per essere ammessi alla selezione è necessario compilare l’entry-form entro venerdì 22 maggio 2020. QUI tutte le informazioni e i regolamenti

La 25esima edizione si terrà a Milano dal 2 all’8 ottobre e sarà diretta per il terzo anno consecutivo dal regista Gabriele Salvatores e da Alessandro Beretta.

Sito Ufficiale: www.milanofilmfestival.it

 

 

 

Ascolti Tv, mercoledì 19 febbraio 2020: C’est la vie 10.7% (Rai 1), Chi vuol essere milionario? 12.2% (Canale 5), Il Cacciatore 7.5% (Rai 2), Chi l’ha visto? 10.3% (Rai 3)

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Ascolti televisivi di ieri del Prime Time

ph: C’est la vie – Prendila come viene

Nella serata di ieri, mercoledì 19 febbraio 2020, su Rai 1 C’est la vie – Prendila come viene ha registrato 2.399.000 spettatori pari al 10.7% di share. Su Canale 5 Chi vuol essere milionario? ha ottenuto 2.251.000 spettatori pari al 12.2% di share. Su Rai 2 Il Cacciatore 2 ha interessato 1.796.000 spettatori pari al 7.5% di share. Su Italia 1 Il mistero delle pagine perdute ha registrato 1.578.000 spettatori (7.2%). Su Rai 3 Chi l’ha visto? ha ottenuto 2.227.000 spettatori pari ad uno share del 10.3%. Su Rete 4 #CR4 – La Repubblica delle Donne è stato seguito da 796.000 spettatori (4.4%). Su La7 Atlantide ha registrato 457.000 spettatori con uno share del 2.2%. Su Tv8 Italia’s Got Talent ha segnato il 6.6% con 1.524.000 spettatori; il programma ha registrato anche lo 0.9% con 202.000 spettatori su Sky Uno. Sul Nove L’Assedio ha ottenuto 323.000 spettatori (1.4%). Su Rai Movie Remember ha segnato l’1.6% con 407.000 spettatori. Su La5 The Terminal ha registrato 276.000 spettatori (1.2%). Su Real Time Amici ha segnato lo 0.70% con 179.000 spettatori. Su Sky Sport Uno l’incontro di Champions League Atalanta-Valencia è stato seguito da 833.000 spettatori, share del 3.3%.

Qui gli ascolti completi – Prime Time, Access Prime Time, Preserale, Daytime Mattina/Mezzogiorno, Daytime Pomeriggio, Seconda Serata, Telegiornali.

 

 

TorinoFilmLab: cinque film selezionati alla Berlinale 2020

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Tra questi titoli “Berlin Alexanderplatz” è in corsa per l’Orso d’Oro e nella sezione Panorama l’italiano “Semina il vento”

ph: Berlin Alexanderplatz

Un totale di cinque titoli accompagnati dal TorinoFilmLab in fase di scrittura sono stati selezionati per la 70esima edizione della Berlinale, Festival Internazionale del Cinema di Berlino (20 febbraio – 1 marzo 2020).

In corsa per l’Orso d’Oro nel Concorso Ufficiale, “Berlin Alexanderplatz”, la nuova produzione del regista Burhan Qurbani. La sezione Panorama – “giovane, politica, combattiva” – accoglierà inoltre la world premiere di tre nuovi film, mentre un quinto sarà proiettato all’interno di Generation14plus.

Due anni dopo la vittoria dell’Orso d’Oro con “Touch Me Not” di Adina Pintilie e dell’Orso d’Argento con “The Heiresses” di Marcelo Martinessi, il laboratorio internazionale promosso dal Museo Nazionale del Cinema si prepara dunque a un’altra grande edizione del festival.

“È un importante riconoscimento dell’ottimo lavoro che il TorinoFilmLab svolge ormai da anni, soprattutto in questo 2020 che è l’anno di Torino Città del Cinema – sottolinea Domenico De Gaetano, Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino – Ringrazio Savina Neirotti e Mercedes Fernandez e tutta la squadra. Il TorinoFilmLab è oramai diventato un punto di riferimento per la produzione a livello internazionale, inserendosi nel sistema cinematografico torinese come un’eccellenza, uno dei momenti fondamentali dell’ideazione e della produzione di un progetto”.

“Anche quest’anno il TorinoFilmLab rafforza il suo ruolo importante di accompagnamento nella creazione di opere prime e seconde – conferma Enzo Ghigo, Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino -, che vengono selezionate nei più importanti e prestigiosi festival internazionali di cinema, così come avviene da diversi anni. Siamo molto orgogliosi che ben cinque titoli siano stati scelti dalla Berlinale, confermando che ci stiamo muovendo nella giusta direzione”.

In corsa per l’Orso d’Oro

BERLIN ALEXANDERPLATZ, diretto dall’afgano-tedesco Burhan Qurbani – il cui film d’esordio “Shahada” aveva debuttato proprio in Concorso alla Berlinale 2010 – racconta di un rifugiato africano approdato a Berlino con l’obiettivo di vivere una vita onesta, e della sua rapida discesa nel mondo della criminalità. La storia, tratta dal romanzo-capolavoro di Alfred Döblin, che ha già ispirato l’omonima miniserie diretta da Rainer Werner Fassbinder nel 1980, è stata adattata dal regista insieme allo sceneggiatore Martin Behnke all’interno di AdaptLab 2015. BERLIN ALEXANDERPLATZ è prodotto da Sommerhaus Filmproduktion (Germania) in coproduzione con Lemming Film (Paesi Bassi).

La sezione Panorama accoglie tre film targati TFL

SEMINA IL VENTO, secondo lungometraggio dell’italiano Danilo Caputo, è ambientato nei pressi dell’Ilva, l’acciaieria che avvelena Taranto da decenni. La giovane agronoma Nica lotta per salvare l’oliveto della sua famiglia e, contro un padre votato al profitto economico, cerca una soluzione ecologicamente sostenibile per gli alberi secolari della sua terra. SEMINA IL VENTO è stato sviluppato dal regista insieme al produttore Paolo Benzi (Okta Film) in FeatureLab 2015, ed è entrato in produzione all’inizio del 2019. Interamente girato in Puglia, il film ha ricevuto il sostegno di MiBACT, del fondo MiBACT-CNC per le coproduzioni cinematografiche tra Italia e Francia, e di Eurimages. SEMINA IL VENTO è prodotto da Okta Film (Italia), JBA Production (Francia) e Graal Films (Grecia), con il supporto di Rai Cinema.

PARI, opera prima dell’iraniano Siamak Etemadi, racconta il viaggio di una madre alla ricerca del figlio scomparso ad Atene, tra gli angoli più bui della città e le profondità nascoste della sua anima in cerca di redenzione. Il regista ha lavorato sulla sceneggiatura all’interno del programma ScriptLab 2013. Si tratta di una coproduzione europea tra Heretic (Grecia), Le Bureau (Francia), Topkapi Films (Paesi Bassi) e The Chouchkov Brothers (Bulgaria), con il supporto di Bord Cadre films (Svizzera) e Biokon (Grecia).

WILDLAND, diretto dalla regista danese Jeanette Nordahl e scritto da Ingeborg Topsøe, è anch’esso un lungometraggio d’esordio. Sviluppato in FeatureLab 2017 e prodotto da Snowglobe (Danimarca), il film racconta la storia della giovanissima Ida, appena trasferitasi con la zia e i cugini dopo la morte di sua madre. Ida ritrova l’amore ma presto diventa chiaro che la nuova famiglia si impegna in attività criminali. Un’esplorazione tutta al femminile del conflitto familiare complicato dagli affetti e dalla violenza, guidato dalla famosa attrice Sidse Babett Knudsen (Borgen) nel ruolo della capobanda.

La sezione Generation14plus

La sezione competitiva Generation14plus, dedicata alle tematiche giovanili, ha selezionato poi un quarto film molto atteso: YALDA, A NIGHT FOR FORGIVENESS di Massoud Bakhshi. Si tratta del secondo film del regista iraniano, che aveva già sviluppato il suo precedente “A Respectable Family” proprio all’interno del TorinoFilmLab. Il nuovo film racconta la storia di Maryam, una donna che uccide accidentalmente suo marito e viene condannata a morte. Per essere salvata, deve farsi perdonare dalla figlia del marito durante la diretta di un popolare reality show. Sviluppato all’interno di FeatureLab 2016, YALDA ha vinto il TFL Co-Production Award (€ 50.000) e il TFL Audience Award (€ 30.000). Il film è coprodotto da JBA Production (Francia), Ali Mosaffa (Iran), Tita B Productions (Francia), Niko Film (Germania), Close Up Films (Svizzera), Amour Fou (Lussemburgo) e Shortcut Films (Libano). Ha avuto la sua anteprima mondiale il 26 gennaio 2020 nella World Cinema Dramatic Competition del Sundance Film Festival.

Altri titoli

Tra i programmi speciali della Berlinale appare anche il film SOLE dell’italiano Carlo Sironi, che sarà presentato nel programma On Transmission in una discussione pubblica tra il regista stesso e Paolo Taviani. Il film ha avuto la sua premiere in Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019, dove ha riscosso un ottimo consenso di pubblico e critica, ed è uscito nelle sale italiane a ottobre 2019. Il regista Carlo Sironi è stato nominato ai Premi David di Donatello 2020 nella categoria Miglior Regista Esordiente.

Infine, un altro film targato TorinoFilmLab, PELICAN BLOOD della regista tedesca Katrin Gebbe sarà proiettato nella sezione Lola at Berlinale, dedicata ai film selezionati per i German Film Awards 2020 della German Film Academy. Sviluppato nello stesso programma di SOLE (FeatureLab 2017), PELICAN BLOOD è stato il film d’apertura della sezione Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019 e uscirà in Germania ad aprile 2020.

Il TorinoFilmLab è promosso dal Museo Nazionale del Cinema con il supporto di MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Torino e il sottoprogramma Creative Europe – MEDIA dell’Unione Europea. L’iniziativa fa parte di “Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno”, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torinowww.torinocittadelcinema2020.it

 

 

SalinaDocFest, al via le iscrizioni per la XIV edizione

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Quest’anno il festival sarà dedicato ai giovani, per la prima volta gli studenti in un campus estivo

SalinaDocFest, il festival internazionale del documentario narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani, lancia il bando di Concorso della XIV edizione. Il Comitato di Selezione diretto da Enrico Magrelli, avrà il compito di individuare i migliori documentari realizzati dal 1° ottobre 2019 in poi, da proporre alla giuria internazionale. La scadenza per partecipare è il 30 giugno 2020.

Il festival annuncia anche il tema scelto per la XIV edizione. A Salina si parlerà di “Giovani”. “Il nostro Paese sta assistendo a un forte risveglio sociale e culturale della fascia under 30, che sta riportando al centro del dibattito politico la difesa della cultura, del linguaggio e dei valori della nostra costituzione – dichiarano gli organizzatori – Con loro l’Italia sembra stia rivivendo una sorta di ‘età giovane’, in memoria di quello che fu e di quello che potrebbe tornare ad essere”.

Il tema prende ispirazione da questa speranza e dal film “L’età giovane” di Jean Pierre e Luc Dardenne, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma. “Un modo per guardare con ottimismo al futuro – spiegano gli organizzatori – Due cineasti che per il festival rappresentano un punto di partenza imprescindibile. Un tema che guiderà il comitato di selezione e i partecipanti e permetterà loro di incontrare grandi nomi del cinema del reale e non solo a Salina”.

“Fare un concorso competitivo con una giuria internazionale e un comitato di selezione che lavora tutto l’anno – dichiara Giovanna Taviani – ci ha permesso di identificarci da subito come festival e non come semplice ‘rassegna’ e di allestire una vera e propria ‘officina del documentario’ per rilanciare un genere che nei primi anni del nostro millennio sembrava caduto in penombra. Fin dal primo anno abbiamo deciso di porre dei criteri precisi per il Bando di Concorso: l’anno di uscita, la non diffusione in sala o nei circuiti televisivi, per dare visibilità a film che altrimenti non sarebbero conosciuti dal grande pubblico, ma anche la durata dei film. Scegliamo lungometraggi e soprattutto è importante avere a mente il tema”.

Ai giovani sarà quindi dedicata la XIV edizione del SalinaDocFest, che quest’anno, in collaborazione con Palumbo Editore, il CidiPalermo (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) e per la prima volta il Liceo Classico Maria Adelaide di Palermo, porterà al festival gli studenti delle scuole medie superiori in un campus estivo, presso una delle strutture ricettive dell’isola, insieme agli studenti delle scuole di Lipari e delle Università di Messina, Catania e Palermo per assistere agli incontri della kermesse.

Tutte le informazioni sul sito ufficiale: www.salinadocfest.it

 

 

“Don’t Look Up”: Jennifer Lawrence protagonista di un nuovo film per Netflix

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Diretto da Adam McKay. Le riprese dovrebbero iniziare ad aprile.

Credit: Thibault Camus/AP/Shutterstock

Jennifer Lawrence sarà la protagonista del prossimo film di Adam McKay “Don’t Look Up”, una commedia che debutterà su Netflix entro la fine dell’anno.

Il film, scritto anche da Adam McKay, segue due astronomi di basso livello che intraprendono un tour mediatico per avvertire l’umanità di un asteroide in avvicinamento che distruggerà il pianeta Terra.

“Sono così entusiasta di fare questo film con Jen Lawrence – ha detto McKay – È quello che la gente del diciassettesimo secolo chiamava ‘un talento di dinamite’. E il fatto che Netflix veda questo film come una commedia mondiale pone il livello più alto per me e la mia squadra in un modo eccitante e motivante”.

Le riprese principali del film dovrebbero iniziare ad aprile. Adam McKay produrrà anche con la sua società Hyperobject Industries.

 

 

 

Cannes 2020 celebra i 20 anni di “In the Mood for Love”

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Il film di Wong Kar-wai restaurato sarà proiettato al festival

Cannes Classics celebra quest’anno il 20esimo anniversario di “In the Mood for Love” di Wong Kar-wai, ispirato al romanzo di Liu Yichang.

Presentato in Concorso al Festival di Cannes nel maggio del 2000, il film ha vinto il Premio come migliore attore a Tony Leung e si è aggiudicato il Gran Premio della Commissione tecnica superiore.

Il restauro del film in 4K, realizzato dal negativo originale, è stato condotto da Criterion e L’Immagine Ritrovata con la supervisione di Wong Kar-wai.

“In the Mood for Love” sarà proiettato alla 73esima edizione del Festival di Cannes (12-23 maggio 2020), con la partecipazione del regista.

Sito Ufficiale: www.festival-cannes.com

 

 

Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme in “Bad Boys for Life”

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Al cinema dal 20 febbraio il terzo capitolo della saga

A più di vent’anni dall’uscita nelle sale di “Bad Boys”, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel terzo capitolo della saga, “Bad Boys for Life”.

I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi e Bilall Fallah, in uscita nelle sale da giovedì 20 febbraio distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia in 450 copie e prodotto da Sony Pictures.

Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

Will Smith ritorna nel ruolo di Mike Lowrey, uno dei personaggi più iconici della sua carriera cinematografica. “Nel film i Bad Boys si scontrano con la nuova leva della polizia di Miami. Questo è stato uno degli aspetti che mi hanno spinto a tornare – dichiara Smith – Mike e Marcus hanno poche regole a differenza dei ragazzi della AMMO che arrivano e gli mostrano un modo diverso di lavorare”.

“Mike è abituato a usare la forza per raggiungere il suo obiettivo ma adesso si imbatte nella nuova scuola che ha regole diverse e usa armi non letali”, aggiunge Martin Lawrence, che torna nel ruolo di Marcus Burnett.

Il film è diretto da Adil El Arbi e Bilall Fallah, due giovani registi nati in Belgio ma di origini marocchine. “Ricco di azione, e sequenze indimenticabili, il film sarà una grande emozione per i fan della saga”, dichiara El Arbi. “Siamo fan di questa saga iconica da sempre – aggiunge Fallah – Proprio noi abbiamo avuto la fortuna di dirigere il terzo capitolo”.

Per Will Smith i due giovani registi hanno portato innovazioni: “L’energia di Adil e Bilall è perfetta per il mondo di Bad Boys, loro adorano il franchise e sono riusciti a dare nuove e diverse angolazioni a questo film, lavorare con loro è stato fantastico”.


 

Il trailer ufficiale:

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Arnaud Desplechin ospite a Rendez-Vous

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Torna dall’1 al 6 aprile il festival del nuovo cinema francese tra Roma, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo e Torino

Al via dall’1 al 6 aprile Rendez-Vous, festival del nuovo cinema francese, che parte da Roma per poi toccare, con focus e artisti, le città di Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo e Torino. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, co-organizzata con UniFrance. Il responsabile del progetto è Benoît Blanchard e la direzione artistica affidata a Vanessa Tonnini.

BNL – Gruppo BNP Paribas, per il decimo anno consecutivo, è sponsor principale della rassegna. Il festival beneficia anche del sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati (fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea), di Brioni, dell’Hotel St. Regis Rome, di Yves Rocher, di France 24 e Air France, vettore ufficiale.

Rendez-Vous festeggerà il suo decimo compleanno con un grande ritorno: Arnaud Desplechin. Il regista francese, dopo il successo del focus speciale che il festival gli ha dedicato due anni fa, presenterà in anteprima italiana “Roubaix, une lumière” (Roubaix, una luce), il suo ultimo lungometraggio presentato in Concorso a Cannes, che uscirà nelle sale italiane il 30 aprile distribuito da No.Mad Entertainment. Il regista incontrerà il pubblico a Roma, al Cinema Nuovo Sacher, e poi alla Cineteca di Bologna. Nel cast Léa Seydoux, Sara ForestierRoschdy Zem, quest’ultimo insignito del Premio Lumière come migliore attore.

Per maggiori informazioni: www.institutfrancais.it/italia/rendez-vous

 

 

Al via le iscrizioni per il Lovers Film Festival 2020

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Il più antico festival sui temi LGBTQI d’Europa (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali)

Sono aperte le iscrizioni del Lovers Film Festival, la più antica rassegna cinematografica sui temi LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) d’Europa e terza nel mondo che quest’anno compie 35 anni e si svolgerà a Torino, presso il Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema, dal 30 aprile al 4 maggio.

Il festival sarà articolato in quattro sezioni competitive: All The Lovers, Concorso Internazionale Lungometraggi; Real Lovers, Concorso Internazionale Documentari; Future Lovers, Concorso Internazionale Cortometraggi; Premio Giò Stajano che Lovers, da un’idea dello scrittore Willy Vaira e di Claudio Carossa, dedica alla memoria di Giò Stajano, una delle figure più importanti e significative della cultura LGBTQI italiana.

È possibile iscriversi tramite l’entry form sul sito del festival (www.loversff.com) o attraverso la piattaforma FilmFreeway (https://filmfreeway.com) entro il 19 marzo 2020.

Intanto la neodirettrice Vladimir Luxuria è al lavoro sul programma per una 35esima edizione che si preannuncia ricca di novità e di spunti creativi nel rispetto della pluridecennale tradizione culturale del festival. “Le star del festival saranno i film e i documentari, opere che potranno essere viste per la prima, e in alcuni casi unica volta a Torino – dichiara la direttrice Luxuria – Stiamo visionando molti film emozionanti che porteranno sullo schermo tematiche di forte attualità e di grande impatto, un lavoro di prima scrematura non facile considerata l’eccellenza dei materiali che stiamo ricevendo”.

Con lei al programma stanno lavorando: Angelo Acerbi, responsabile e supervisore della selezione e assistente alla direzione artistica, già per anni collaboratore della rassegna torinese e programmer del SIFF – Seattle International Film Festival; Elsi Perino, selezionatrice e programmatrice con il coordinamento del concorso documentari; Alessandro Uccelli, selezionatore e programmatore in particolare dei cortometraggi, che fanno parte del team artistico di Lovers ormai da anni.

Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, commenta così il nuovo corso del festival LGBTQI: “Auguro buon lavoro a Vladimir Luxuria e a tutto il suo staff, mi aspetto un festival ricco ed emozionante, legato al presente e pieno di spunti di riflessione. Colgo l’occasione per ringraziare Giovanni Minerba, fondatore del festival e storico direttore, per tutto il lavoro svolto e la dedizione data al festival”.

“L’entusiasmo di Vladimir Luxuria è contagioso, è un vulcano di idee, sono sicuro che sarà un’edizione ancora più effervescente e colorata, in perfetto accordo con questo 2020 dedicato a Torino Città del Cinema”, dichiara, invece, Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema.

Il Lovers Film Festival dal 2005 è integrato nel Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT, della Regione Piemonte e del Comune di Torino. L’iniziativa fa parte di “Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno”, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino. www.torinocittadelcinema2020.it

 

 

“L’hotel degli amori smarriti” è Film della Critica

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Un film di Christophe Honoré con Chiara Mastroianni premiata a Cannes. Al cinema dal 20 febbraio.

“L’hotel degli amori smarriti” di Christophe Honoré è stato designato Film della Critica – marchio di qualità attribuito dai critici cinematografici italiani ai film riconosciuti di particolare livello estetico e culturale – dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.

Questa la motivazione: “Una commedia sentimentale irresistibile e ironica, piena di spunti narrativi audaci, che si offre anche come una candida riflessione esistenziale. Trasportato dalla superba energia di Chiara Mastroianni, Christophe Honoré intreccia melodramma e favola fantastica sognando orizzonti sentimentali ed erotici tutti da sperimentare. Un film libero e fluido, fusione perfetta fra Truffaut e Jacques Demy”.

Dopo essere stato presentato allo scorso Festival di Cannes, dove la protagonista Chiara Mastroianni ha ottenuto il Premio per la Miglior Interpretazione nella sezione Un Certain Regard, “L’hotel degli amori smarriti” (Chambre 212) sarà nelle sale italiane dal 20 febbraio distribuito da Officine UBU.