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“Il Generale dei Briganti”: Casa Savoia, “Rai 1: un’occasione persa”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Completata la proiezione, su RAI 1, della “fiction” dedicata a Carmine Crocco, dobbiamo purtroppo confermare i timori espressi nel nostro comunicato stampa dell’11 febbraio 2012.

Il film, infatti, si distingue per la sua forte connotazione apologetica: quello che fu senza dubbio un criminale viene proposto al pubblico come una sorta di romantico fuorilegge in chiave moderna, dimenticando del tutto, ad esempio, il periodo nel quale, gettata ogni maschera idealistica, il brigante svelò sé stesso, infierendo anche sulla sua stessa gente. Un’impostazione contraria alla verità dei fatti storici, ma che il servizio pubblico RAI non ha esitato a mandare in onda in prima serata.

Un vero peccato, perché dal punto di vista cinematografico il prodotto è molto buono, a tratti addirittura commovente, ed evidenzia le qualità professionali del regista, degli attori e degli sceneggiatori, oltre che dei costumisti. Tutti davvero da applaudire dal punto di vista artistico e che avrebbero potuto produrre qualcosa di ben più interessante e storicamente accettabile nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia.

Per esempio, si sarebbe potuto pensare alla Prima Guerra d’Indipendenza del 1848, alla quale parteciparono anche i volontari napoletani, così valorosi nel combattimento a Curtatone e Montanara al fianco delle truppe e dei volontari provenienti dal Granducato di Toscana. Una battaglia che aprì la strada alla brillante vittoria dell’Armata Sarda a Goito.

Dr. Alberto Casirati
Presidente Istituto della Reale Casa di Savoia

14 Commenti

  1. Egr. Dott. Alberto Casirati,
    sono una ragazza di nome Nazzarena e vivo a Rionero in Vulture, lo stesso paese natio del grande Carmine Crocco, dentro di me scorre lo stesso sangue dei Briganti…
    La storia narrata nel film non è del tutto veritiera perchè manca la parte più cruda del brigantaggio, manca la dura realtà in cui viveva la povera gente…il regista è stato fin troppo bravo a smussare gli spigolosi scempi che hanno commesso i piemontesi nei confronti del Sud….
    Sono contentissima che la Rai ha messo in onda un film di questo calibro…finalmente l’Italia inizia a capire chi è stato Carmine Crocco e cosa ha spinto i Briganti ad agire in quel modo…
    Mi permetta un consiglio, anzichè dare consigli alla Rai su cosa mettere in onda, venga al Sud tra noi Briganti in modo da assaporare la nostra realtà, quello che fummo e quello che siamo….così vivendo da vicino le nostre emozioni potrà comprendere il vero valore dei grandi Carmine Crocco, Ninco Nanco, Antonio Schiavone, Michelina De Cesare, Filomena Pennacchio etc.
    Noi Briganti non siamo mai scappati…

    Brigantessa Nazzarena

  2. Caro dottore perche’ criticate la Rai… Forse perche’ dovrebbe mandare in onda solo il vostro principino che va a scuola di ballo…il nostro Crocco non era un assassino ma uno che era stufo dei sopprusi subiti personalmente e delle ingiustizie sociali…gente come voi che sponsorizza ancora il regno sabaudo non dovrebbe nemmeno aprir bocca visto che avete ancora le mani sporche del sangue di centinaia di migliaia di persone…avete assistito tacitamente alla deportazione nei campi di concentramento di vostri/nostri concittatidini e poi chiamate assassino Crocco…ma va la’ come dite voi sabaudi…viva Crocco e spero tanto che ritorni a nascere un Crocco jr

  3. Sono nato Italiano , sono di sangue , d’animo e cuore Duosiciliano , sono classificato come meridionale perche’ figlio di vinti . Il filmetto portato alla ribalta dalla RAI è poco più di un fumetto per lobotomizzati , per gente che dopo 150 anni di luride menzogne , da un paio diu anni comincia a capire le sue origini . Vissuto in territori difficili , abbracciata la via degli studi classici , abbeveratomi a fonti di scibile infette , menzoniere , ho creduto d’essere italiano . Ho scoperto che sono duosiciliano . Figlio di un popolo che è stato invaso senza una dichiarazione di guerra in viso e in spregio ad ogni minima regola di diritto internazionale . Invaso perchè dovevo essere liberato dal mio Re Borbone , oppressore , violento , arretrato . Per essere liberato ! Perche’ ero arretrato ! Ho scoperto che ero primo in Italia e terzo in Europa . Ho scoperto che non sono stato liberato ma occupato , ucciso , violentato , stuprato , internato e squagliato nella calce . Ho scoperto che dovevo essere condotto in lande desolate . Deportazioni di massa e campi di concentramento : a quando la giornata dello sterminio dell’esercito duosiciliano . Ho scoperto di essere antropologicamente , fisiognomicamente e geneticamente BRIGANTE . Se non ero brigante dovevo essere EMIGRANTE . Io non voglio offendere nessuno . Se un Dio esiste , qualcuno deve pagare per le migliaia e migliaia di morti meridionali (di numero nettamente superiore alla somma dei morti alle tre guerre d’indipendenza) e qualcuno deve rispondere per le sofferenze subite per un’emigrazione di massa , per aver annichilito una terra , quella delle DUE SICILIE , un paradiso . Un popolo ed una terra ridotta in SCHIAVITU’ .

  4. SE I PIEMONTESI NON AVESSERO OCCUPATO IL SUD DEPREDANDOLO DI TUTTO E MASSACRANDO LA SUA POPOLAZIONE NON CI SAREBBERO STATO NEL MERIDIONE D’ITALIA NE POVERTA NE SOTTOSVILUPPO NE BRIGANTAGGIO NE MAFIA NE CAMORRA NE DISPERAZIONE NE EMIGRAZIONE

  5. In effetti dott. Casirati manca nella fiction la continuazione della storia, quella in cui il Meridione d’Italia viene annullato massacrato e depredato insieme alla sua storia ed alla sua ricchezza.Aspettiamo ancora giustizia, verità storica e tanti Carmine Crocco

  6. Scrive Gramsci : “Lo stato italiano è stato una dittatura
    feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le
    isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri
    che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di
    briganti.“

  7. Il popolo meridionale dopo 150 anni di frottole si è stancato di ascoltare stronzate ancora sulla retorica risorgimentale. E’ sotto gli occhi di tutti che l’unità d’italia non ha dato nulla di buono alla nostra povera terra! Per noi Carmine Crocco è stato un’eroe che ha combattuto contro l’ingiustizia dei padroni. Povero era nato e più povero è morto! Quando si ammetteranno gli errori e vi inginocchierete al monumento dei caduti della patria borbonica ridandoci il nostro onore forse potremo pensare di essere davvero “uniti”.
    http://blog.libero.it/BRIGANTESEMORE/11052651.html

  8. Il film presenta delle carenze sotto il profilo storico ma non certo nel senso lamentato da casa Savoia.
    Le atrocità degli occupanti piemontesi furono, mentre venivano commesse, stigmatizzate persino da Napoleone III e su questo non è il caso di dilungarsi oltre. Ai limiti del comico la chiusa quando – finalmente – ci si ricorda dei soldati napoletani (non erano dei volontari, era il 10 Reggimento di Linea…) che combatterono a Curtatone e Montanara perdendo oltre metà degli effettivi proprio per proteggere i volontari toscani che, in quanto dilettanti, ancorchè generosi, si erano cacciati in una situazione crtiica.
    Gioverà ricordare alla smemorata casa savoiarda che i Napoletani caduti nella guerra del 1848 erano stati, già qualche anno dopo gli eventi, cancellati definitivamente dalla scena. E oggi, generosamente…se ne ricordano, ma si capisce tutto fa brodo dovendo criticare una fiction che, pur con molte cautele, pur con i soliti tributi a un’immagine un pò gaglioffa del Regno napoletano, si permette di tratteggiare positivamente uno dei tanti eroi di quegli anni tremendi.

  9. Caro Dr. Casirati,

    si studi un po’ la figura (naturalmente a trovar sue notizie, che gradirei comunque avere, qualora le trovasse) di un certo Giacinto Albini (nella fiction televisiva de “Il Generale dei Briganti” verosimilmente adombrata da tal Mariano Aiello, nome, quest’ultimo, senz’altro di fantasia, ma inventato solo per non svelare troppo, e di colpo, tutta la nostra Verità storica) e poi mi venga a dire CHI, COME, DOVE, PERCHE’ e QUANDO ha, realmente, regalato alla Casa Savoia il Regno d’Italia. Anche se, in seguito, e si pensò per alti motivi patriottici, in realtà al fine di favorire il nord a scapito del sud, il suo Grande merito unitario, venne abilmente tenuto nascosto, a suon di schioppettate, sparate da circa 114 mila soldati del Regio Esercito Italiano, schierati contro 12 mila “briganti” lucani, che avevano capito l’inganno unitario; al pari, del resto, dello stesso Garibaldi, il quale tentò di rifare l’Italia per ben altre due volte, nel 1862 e nel 1867, prima di essere mandato definitivamente in esilio a Caprera. Altro che, quindi, “occasione mancata”: il film, mandato in onda su RAI 1, è stata, semmai, un’ottima opportunità per iniziare a raccontarci la Verità. Anche se, lo capiamo benissimo, ciò potrebbe dar fastidio a molti. La Verità, del resto, essendo cercata dagli eletti, prima o poi, è destinata a trionfare! Tanto vale accettarla.
    Cordialmente,
    Michele Giuseppe Scaccuto *
    m.scaccuto@teletu.it
    *Autore dei “Discorsi intorno al delitto del diritto”, Ellade Editrice, 1994

  10. Sarebbe giusto che dal meridione partisse una raccolta di firme per espellere nuovamente i Savoia. State tranquilli che firmerà molta gente anche al nord, nelle “terre irredente”, in Veneto ed in Lombardia.

  11. Casirati deve logicamente difendere la sua dinastia altrimenti verrebbe cacciato a pedate, non parla per ignoranza ma per malafede. Come tutti i difensori di casa Savoia, non parla delle cause del brigantaggio postunitario perchè non saprebbe come giustificare gli inganni e la politica dei suoi regnanti nel sud (peggiore di quella borbonica) e lo liquida come un gruppo di pazzi esaltati che si sono alzati una mattina e hanno deciso di fare razzie per manie di grandezza. Concordo con lui che la fiction è una fiaba d’amore e che Crocco non era un sant’uomo, ma avrei voluto vedere lui vivere quel periodo, tra la miseria e l’oppressione dei galantuomini. E anzichè risolvere il latifondo e creare occupazione, i suoi regnanti (con il beneplacito dei venduti patrioti meridionali) hanno emanato vergognosi provvedimenti che hanno solo aumentato la rabbia giustissima dei braccianti. Tutte le depredazioni e gli assassini compiuti ai danni dei borghesi, dei liberali rinnegati e delle SS savoiarde (i briganti raramente torcevano i capelli ai poveri) erano più che legittimi vista la presa in giro! Casirati basta con la retorica raccontiamo i fatti veri!

  12. Il vero film su la storia di Carmine Crocco esiste e la rai lo possiede nei suoi archivi, si intitola “Li chiamarono briganti” di Pasquale Squitieri. Da premettere che su internet si trova la vera biografia di Carmine Crocco scritta da lui. Caro Dr. Alberto Casirati sono passati 150 anni non avete nessun diritto di venire ad occuparci ancora con le vostre menzogne che ci date da ben 150 anni. Il popolo meridionale non è inferiore al popolo padano-savoiardo, siamo un popolo con un cultura superiore della vostra una gentilezza superiore della vostra e un’animo da meridionale che solo noi possediamo. Accettare la verità storica per voi sarà troppo scomodo. Per i danni recati al mezzogiorno dovrete pagare i debiti di guerra del male che ci avete recato.

  13. si continua a voler nascondere la vera storia italiana e non affrontare in modo serio la storia italiana fino a quando questo non accadrà il campanilismo tra nord e sud sarà sempre vivo,occorre affrontare questo tema con la giusta onestà intellettuale affinchè le nuove generazioni crescano in una nazione veramente unita non solo dal punto di vista calcistico

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