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Bertolucci, “no end travelling” a Cannes 2019

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In anteprima mondiale a Cannes Classics “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling”, un film documentario dedicato al maestro Bernardo Bertolucci. In onda su Sky Arte il 26 novembre alle 21.15.

Sarà presentato in prima visione mondiale alla 72esima edizione del Festival di Cannes giovedì 23 maggio, nella sezione Cannes Classics, “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling”, il nuovo film documentario di Mario Sesti.

Uno di quei piccoli grandi doni che il cinema ogni tanto sa regalare ai suoi affezionati: un racconto-incontro con uno degli ultimi grandi autori della storia del cinema, realizzato attraverso un montaggio emozionante di interviste realizzate negli anni da Mario Sesti, a ripercorrere la traiettoria di una carriera, e in chiusura una lunga conversazione inedita in cui un Bertolucci rilassato, complice, sornione, lascia cadere delle impressioni e delle parole che riescono a rilasciare il sapore, il segreto, il mistero, l’esperienza della sua arte. Senza lezioni, messaggi, precetti, un grande ci fa appassionare per un’ultima, un’altra volta.

Prodotto da Massimiliano De Carolis per Erma Pictures, in associazione con Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con Sky Arte, “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling” sarà trasmesso su Sky Arte il 26 novembre alle 21.15 in occasione della ricorrenza del primo anno dalla scomparsa del regista.

Sinossi. Il regista Mario Sesti, critico e giornalista cinematografico, ricorda i suoi incontri con Bernardo Bertolucci, le numerose interviste pubblicate su giornali e settimanali, quelle in video per i film di Bertolucci editi in dvd, prima di una lunga conversazione in video con lui, completamente inedita, realizzata poco più di un anno fa per una serie dedicata ai “mestieri del cinema”. Il grande regista, scomparso improvvisamente nel novembre del 2018, racconta dei suoi primi successi presso la stampa internazionale e l’ammirazione per i suoi film da parte dei nuovi registi americani degli anni ì70; dell’avventura con Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”, dell’indimenticabile serata degli Oscar per “L’ultimo imperatore”. Uno sguardo di serena nostalgia e l’affettuosa narrazione di una biografia e una carriera indimenticabili.

“Questo film, in realtà nato come episodio di una serie dedicata ai mestieri del cinema, è un omaggio a un autore che non credo abbia eguali – quanti sono stati un mito delle nouvelle vague e allo stesso tempo hanno conquistato Hollywood con un canestro di Oscar? – ed anche un modo personale per conservare la memoria di quei momenti e impedire loro di dissolversi”. [dalla nota di regia di Mario Sesti]

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